Italiani all’estero: boom di espatriati nel 2015, molti sono giovani. Mattarella: “Devono poter andare. E tornare”

Immigrazione
passaporto

Ecco i dati del rapporto Italiani nel mondo 2016, presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes

Crescono gli italiani all’estero: nel 2016 i nostri connazionali che vivono in altri paesi, sono quasi 5 milioni. Un incremento che in dieci anni è stato del 54 per cento. Si è passati, infatti, dai poco più di 3 milioni nel 2006 ai 4,8 milioni di quest’anno. Hanno fatto le valigie soprattutto i giovani tra i 18 e i 34 anni (il 36,7%); la meta preferita e’ stata la Germania (16.568). Lo rivela il rapporto Italiani nel mondo 2016, presentato oggi a Roma dalla Fondazione Migrantes in cui si presentano i dati dell’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero).

“Il nostro Paese ha una storia antica di emigrazione – ha commentato il presidente del Consiglio Sergio Mattarella in un telegramma inviato alla Fondazione Migrantes in occasione della presentazione del rapporto – Una storia di riscatto sociale, di straordinarie affermazioni personali e collettive, ma anche di marginalità patite e di lacerazioni. Oggi il fenomeno degli italiani migranti ha caratteristiche e motivazioni diverse rispetto alla passato. Riguarda fasce d’età e categorie sociali differenti. I flussi tuttavia non si sono fermati e, talvolta, rappresentano un segno di impoverimento piuttosto che una libera scelta ispirata alla circolazione dei saperi e delle esperienze”. Poi ha aggiunto: “I nostri giovani devono poter andare liberamente all’estero, così come devono poter tornare a lavorare in Italia, se lo desiderano, e riportare nella nostra società le conoscenze e le professionalità maturate”.

Secondo il rapporto l’aumento della mobilità italiana, in valore assoluto, ha riguardato tutti i continenti e tutti gli Stati, soprattutto quelli che, nel mondo, accolgono le comunità più numerose di italiani come l’Argentina, la Germania e la Svizzera. Tuttavia le variazioni più significative degli ultimi 11 anni hanno riguardato la Spagna (+155,2 per cento) e il Brasile (+151,2 per cento).

“La variazione, che nell’ultimo anno corrisponde al 3,7 per cento – si legge nel rapporto – sottolinea il trend in continuo incremento del fenomeno non solo nell’arco di un tempo, ma anche nell’intervallo da un anno all’altro”. Il rapporto, ricorda inoltre che da gennaio a dicembre 2015 le iscrizioni all’Aire sono state 189.699. Di queste oltre la meta’ (il 56,7 per cento) sono avvenute per solo espatrio.

In altri termini, nell’ultimo anno, 107.529 italiani hanno lasciato il Paese alla volta dell’estero. Rispetto al 2015 si registrano 6.232 partenze in più. Il 69,2 per cento (quasi 75 mila italiani) si è trasferito nel Vecchio Continente: l’Europa, quindi, si conferma essere l’area continentale maggiormente presa in considerazione dai trasferimenti degli italiani che vanno oltre confine.

Inoltre, il rapporto Migrantes ricorda che il 50,8 per cento dei cittadini italiani iscritti all’Aire è di origine meridionale (Sud: 1.602.196 e Isole: 842.850), il 33,8 per cento è di origine settentrionale (Nord Ovest: 817.412 e Nord Est: 806.613) e, infine, il 15,4 per cento è originario del Centro Italia (742.092).

 

Vedi anche

Altri articoli