Così si abbatte lo smog

Ambiente
Graziano Delrio a Roma, in un'immagine del 23 marzo 2013. 
ANSA/SAMANTHA ZUCCHI

Il problema numero uno è quello della mobilità. Il trasporto pubblico, in chiave anti-smog, è la prima sfida da vincere

Il caso delle emissioni di smog di questi giorni, per quanto siamo parte di un sistema globale, deve portarci ad un cambiamento culturale e di sistema. Ad azioni di governo nazionale e locale e a nuovi comportamenti collettivi ed individuali. La ‘cura dell’acqua’ e la ‘cura del ferro’ che abbiamo impostato nel Piano strategico della portualità e della logistica, la linea di crescita sostenibile, solidale e intelligente abbracciata con l’accordo di partenariato per i fondi europei, la strategia europea dei corridoi e delle reti Core, i piani di rigenerazione urbana, le misure sostenbili introdotte nella legge di stabilità 2016 sono i cardini, già presenti, attorno ai quali far ruotare le nostre azioni. Consumare meno beni comuni e convertirci alle energie sostenibili deve essere il modus operandi di ciascuno di noi, e migliorare stili di vita e modello di sviluppo. Solo dentro questa visione strategica possiamo migliorare la qualità di vita delle nostre città e dare un importante contributo nel raggiungere gli obiettivi degli accordi della Cop 21 di Parigi, scegliendo la crescita innovativa e green del Paese.

Il problema numero uno è quello della mobilità e lo affrontiamo come una rete nazionale e locale, intermodale ed interconnessa. Il trasporto pubblico, come complemento all’uso della mobilità privata sulle grandi distanze e collegato con piattaforme intermodali, è la prima sfida da vincere. Mentre si rafforza il sistema ferroviario ad Alta velocità, la sfida sostanzialmente vinta, e si velocizzano le dorsali verso Sud e si lavora per la Napoli-Bari e la Palermo-Catania, è sul trasporto locale che siamo troppo lontani da standard di qualità che lo rendano competitivo con la mobilità privata. Per questo abbiamo promosso nella legge di Stabilità 2016 misure per un forte e rapido ricambio del parco mezzi, tra i più vetusti in Europa, promuovendo per la prima volta una forma di acquisto centralizzato e nazionale, dal quale le agenzie locali di mobilità possano ottenere i mezzi nuovi in leasing, risparmiando costi e tempo. Ieri è stato inaugurato il tram a Palermo, lo considero come il segno che le città del Sud possono diventare sostenibili cogliendo risultati che si ottengono quando Stato, Regioni e Comuni si danno obiettivi comuni e ciascuno segue la disciplina dell’agire quotidiano.

È lo spirito con cui si è tenuto, sempre ieri, il tavolo nazionale per le misure contro l’inquinamento presieduto dal Ministro Galletti e che ha portato finalmente ad una azione coordinata nazionale. Non è un caso se nelle infrastrutture abbiamo scelto la via delle nuove opere e della velocizzazione delle ferrovie, mentre per le strade abbiamo scelto quella della manutenzione e del completamento delle opere avviate. È davvero ampio il margine di miglioramento nella riduzione delle emissioni per il trasporto su gomma. In Stabilità, nel campo del trasporto delle merci, abbiamo inserito il disincentivo per chi inquina, e l’incentivo per chi rinnova i mezzi. Il trasporto merci viene soprattutto indirizzato verso le linee di percorrenza su ferro e via mare. Il nuovo ciclo di prove delle emissioni degli autoveicoli a livello europeo, poi, spingerà ulteriormente la produzione verso mezzi di nuova generazione. Un ulteriore importante contributo, per questo cambiamento verso un’economia nuova, può arrivare dal settore dell’edilizia, dove le imprese possono trovare un campo di ricerca e di innovazione e nuovi mercati.

Oltre al rinnovo dell’ecobonus, e alla sua applicazione anche all’edilizia residenziale pubblica, c’è oggi la possibilità di estendere la detrazione al 65% agli interventi sulle parti comuni dei condomìni come cappotti, tetti, caldaie e sistemi energetici. Anche attraverso il coinvolgimento di Esco, energy saving companies, può contribuire a rigenerare interi pezzi di città, soprattutto i quartieri con classi energetiche oggi più basse, migliorando la qualità di vita degli abitanti. Da fan della bicicletta non posso poi non ricordare che abbiamo introdotto per la prima volta, in Stabilità, il tema di una rete nazionale di ciclovie, oltre a risorse per la diclabilità cittadina che, insieme alle altre misure del Collegato Ambientale, e in itinere del codice della strada, possono, anche in questo caso, generare nuovi comportamenti e una nuova economia. Nelle città occorre far spazio alla mobilità dolce e agli utenti deboli. Non solo perché la bicicletta in città è il mezzo più competitivo nei percorsi di 3-5 km, ma perché le città dominate da ‘mezzi’ che diventano un ostacolo a muoversi anziché un veicolo di mobilità, sono luoghi in cui le persone perdono la loro cittadinanza. La sfida del clima e dello smog è quindi non solo un’emergenza, ma un’occasione per innalzare la qualità di vita delle nostre comunità e per una economia fortemente innovativa.

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