Così la minoranza dem vuole superare l’Italicum

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Si cercano i numeri in Parlamento per una legge elettorale senza il ballottaggio

Non è una novità, alla minoranza Pd l’Italicum non piace. Da tempo ormai critica la legge elettorale approvata lo scorso anno, critiche che dopo i risultati delle elezioni amministrative sono sempre più frequenti. Così passa al contrattacco e domani presenterà una proposta di modifica dell’Italicum.

I punti cardine di questa proposta sarebbero l’abolizione del doppio turno e un premio di maggioranza ristretto, una sorta di Mattarellum rivisitato insomma. In questa proposta potrebbero essere riproposti i collegi uninominali, anziché la divisione dei seggi sulla base dei voti ottenuti a livello nazionale. La minoranza dem sarebbe quindi disposta a rinunciare a uno dei must del centrosinistra, come il doppio turno, pur di trovare una convergenza politica in grado di superare l’Italicum.

Due i problemi da affrontare, il primo sono i numeri in Parlamento e il secondo la tempistica. Secondo la minoranza dem la proposta di legge elettorale dovrebbe essere discussa e perfino approvata prima del referendum costituzionale, in modo da eliminare gli effetti a loro avviso distorsivi del binomio nuovo Senato-Italicum, che secondo molti esponenti della minoranza Pd concentrerebbe troppo potere nelle mani del premier. Ma al momento in Parlamento non ci sarebbero i numeri per modificarla, e men che meno prima del referendum.

Forza Italia per bocca di Renato Brunetta ha escluso che si possa parlare di legge elettorale prima del referendum, infatti per il capogruppo alla Camera di Forza Italia il No ” farà di fatto decadere una legge elettorale pensata dal governo per una sola Camera elettiva, e solo dopo si potrà ragionare su un nuovo sistema di voto. Fino ad allora tutto il nostro impegno e le nostre energie saranno rivolte al ‘no’ alla cattiva riforma Renzi-Boschi”.

Ancora meno interessati a riaprire la discussione sulla legge elettorale è il MoVimento 5 Stelle. Anche se sin dal primo giorno hanno criticato l’Italicum, per i pentastellati questa legge rappresenta probabilmente l’unica possibilità per loro di poter sperare di andare al governo. I risultati di Roma e Torino hanno aumentato ancora di più la loro convinzione sulla bontà di questa legge.

Senza Forza Italia, il M5S e buona parte del Pd e dei centristi di Area Popolare, è molto dura poter pensare anche solo di discutere di modifiche all’Italicum prima del referendum. Maria Elena Boschi ieri ha commentato: “L’Italicum è una buona legge,ma se il Parlamento decide di modificarla, perché ci sono i numeri su una proposta diversa, ovviamente il Parlamento è sovrano”. Questa frase da molti è stata vista come un’apertura, come la volontà di rimettere mano alla legge elettorale, ma in realtà la ministra Boschi si è limitata a dire ciò che c’è scritto nella Costituzione, ovvero che il Parlamento è sovrano.

La modifica dell’Italicum dunque parte già in salita, sarà una partita lunga che molto probabilmente inizierà solo dopo il referendum e sarà inevitabilmente condizionata anche dal risultato che sarà deciso dagli elettori.

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