Così il governo pensa di riaprire il capitolo pensioni

Economia
12 04 2007 Brescia Inps cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza sociale Ph.FotoLive Ettore Ranzani

Nannicini al Messaggero: “Si potrebbe provare a creare un mercato di anticipi pensionistici, che oggi non c’è, coinvolgendo governo, Inps, banche, assicurazioni”

Per le pensioni anticipate è possibile un piano di interventi calibrati su tre tipologie. A parlarne è il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Tommaso Nannicini, in un’intervista al Messaggero, nella quale anticipa (in parte) il documento su flessibilità e pensioni che l’esecutivo sta scrivendo e che sarà pronto per maggio.

Il proposito di Palazzo Chigi, più volte ribadito, è intervenire sulla flessibilità in uscita senza però mettere in discussione l’equilibrio dei conti pubblici. Aumentare di molto la spesa pubblica, è infatti la valutazione dell’esecutivo, oltre a riaccendere i riflettori di Bruxelles sui nostri conti sarebbe una scelta poco lungimirante nei confronti delle future generazioni.

Proprio nella direzione di un equilibrio sensato dei conti pubblici si muovono le recenti parole del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che, in un’audizione parlamentare sul Def, ha parlato di “fonti di finanziamento complementare che si possono studiare”. L’idea del titolare di via XX settembre potrebbe riprendere le proposte già messe in campo da alcuni parlamentari, ossia assegnare possibili ruoli al sistema bancario nel finanziamento della previdenza complementare.

Ma è il sottosegretario Nannicini a tornare oggi sull’argomento parlando di un piano di interventi calibrati su tre tipologie: “una possibilità – spiega – che al momento è solo una delle ipotesi allo studio, ma potrebbe far quadrare il cerchio tra flessibilità e sostenibilità della finanza pubblica“.

Secondo Nannicini, ci sono tre categorie: la prima è quella delle persone che hanno una preferenza ad andare in pensione prima, “ad esempio la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini”. La seconda è quella di chi ha necessità di andare in pensione anticipatamente, “in quanto ha perso il lavoro e non ha ancora i requisiti d’uscita”. La terza categoria sono i lavoratori che l’azienda vuole mandare in pensione prima per ristrutturare l’organico aziendale. “Si potrebbe provare a creare un mercato di anticipi pensionistici, che oggi non c’è, coinvolgendo governo, Inps, banche, assicurazioni. In questo schema – prosegue il sottosegretario – la prima categoria può andare in pensione ma con una penalizzazione leggermente più forte.  Alla seconda categoria la penalizzazione gliela paga in buona parte lo Stato. Per la terza sono le aziende a coprire i costi dell’anticipo. In sintesi non sarebbe lo Stato a versare l’anticipo, ma si limiterebbe a coprire una parte dei costi con un’assicurazione a garanzia del rischio morte”.

L’ipotesi viene rafforzata dal viceministro all’Economia, Enrico Zanetti, che in una dichiarazione definisce la formula del prestito pensionistico come “l’unica che può dare risposte al tema della flessibilità senza pregiudicare i nostri imprescindibili obiettivi, ovvero continuare a lavorare su più investimenti e meno imposte su lavoratori e imprese”.

Nell’intervista al Messaggero, il sottosegretario Nannicini esclude inoltre un intervento sulle pensioni di reversibilità. E quanto alla possibilità di estendere alle pensioni minime il bonus da 80 euro già quest’anno afferma: “Da qui alla fine della legislatura, entro il 2018, il governo interverrà per sostenere le pensioni più basse. È ancora presto però per indicare la formulazione tecnica”.

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