Così i Cinquestelle lavorano alla presa del Campidoglio

Roma
Activists of the anti-establishment 5 Star Movement gather in front of the ancient Colosseum in Rome, Sunday, April 21, 2013. A day after Italy's president was re-elected to an unprecedented second term, the leader of an anti-establishment movement says citizens' patience with traditional parties is wearing thin. Beppe Grillo, a comic who heads the Five Star Movement, has dismissed President Giorgio Napolitano's re-election as a bid by doomed parties to hang onto power. Grillo, whose party is the No. 3 bloc in Parliament, predicted in Rome on Sunday that traditional parties would "last a year." (AP Photo/Gregorio Borgia)

Il M5S chiede il voto subito per decidere chi sarà il nuovo sindaco della Capitale. Ecco come e chi potrebbe candidarsi

Affilano le armi e i sorrisi nel Movimento Cinquestelle e si preparano a quello che, tra gli attivisti grillini, viene considerato il colpaccio:un sindaco del M5S a Roma. Non solo perché Roma è la Capitale, ma soprattutto perché Roma rappresenta – con i suoi palazzi del potere, i volti e nomi del gioco politico –  il perfetto trampolino di lancio per dimostrare l’esistenza di una possibile alternativa di governo sul piano nazionale. Ecco allora che, nella speranza di dimissioni o della sfiducia a Ignazio Marino, scaldano i motori gli eventuali candidati a cinquestelle che potrebbero farsi avanti per il posto di primo cittadino.

Già da qualche giorno è caldissima la discussione, tra chi è in prima linea nella battaglia politica romana, su quale carta giocare. Ora la situazione potrebbe evolversi rapidamente e così la macchina del Movimento (sotto l’occhio vigile di Grillo&Casaleggio) sarebbe costretta a una riflessione veloce sul cavallo su cui puntare. Dal Movimento, comunque, mettono le mani avanti, precisando che “il candidato del movimento è il movimento” e che “il candidato verrà scelto tra gli attivisti” col metodo della consultazione online.

In molti, però, guardano al nome forte di Alessandro Di Battista, che a Roma è nato e che ieri nella conferenza stampa per chiedere le dimissioni di Marino scandiva bene le parole “nella nostra città” con lo sguardo dritto alla telecamera. E anche se Dibba continua a ripetere come un mantra “non sono io il candidato del M5S” le sue interviste (da Mafia Capitale agli scontrini di Marino) si sono moltiplicate esponenzialmente, tanto da rappresentare, comunque, la prova di una volontà di esporsi in prima persona.

Certo, questo vorrebbe dire rompere il tabù imposto dal Movimento del divieto di abbandonare, per intraprendere una nuova corsa, il mandato per il quale si è stati eletti: per questo Di Battista resta formalmente fuori dai giochi. Ma abbiamo visto che quando serve la deroga questa arriva, magari con una consultazione degli iscritti al blog di Grillo.

Ma Dibba ha una buona compagnia, perché anche Roberta Lombardi punta alla poltrona comunale romana. In questo caso non citiamo indiscrezioni ma parole sue “mi piacerebbe fare il sindaco di Roma”. Intervistata a Radio2 l’ex capogruppo cinquestelle ha spiegato: “E’ quasi una mission impossible ma io sono sicura che quando una ha le mani pulite e non ha rapporti coi potentati, i costruttori e tutti quelli che governano questa città, lo possa fare in tutta tranquillità”. Insomma la Lombardi si vede bene con la fascia tricolore, “potrei essere la prima sindaco donna, mi piacerebbe”.

Ma nel M5S c’è un altro nome, quello di Marcello De Vito, ex candidato dei Cinquestelle a Roma, un profilo che finora sicuramente ha avuto meno visibilità sui media nazionali. Le cose stanno, però, per cambiare: avvocato e capogruppo del M5S nell’Assemblea capitolina, De Vito è molto vicino a Luigi Di Maio, il possibile anti-Renzi in una corsa nazionale, un rapporto che sicuramente pesa.

Raggiunto telefonicamente da l’Unità.tv, De Vito ribadisce il concetto: “Il candidato del movimento è il movimento” e poi “l’alternativa a Roma è il M5S con la sua squadra e il suo programma”.

Sul nome, dice che “sarà un primus inter pares” e, comunque “verranno interpellati i nostri attivisti”. Poi si sbottona un pochino: “Certo per un romano essere sindaco nella propria città rappresenta un onere e onore” e comunque lo ripeto “ho grandissima stima per i miei colleghi”.

Una cosa al momento è certa. Il M5S chiede il voto. Subito. E per la presa di Roma serve un condottiero.

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