Ecco come i jihadisti producono il loro esplosivo

Terrorismo
A soldier stands near broken windows after explosions at Zaventem airport near Brussels, Belgium, March 22, 2016.    REUTERS/Francois Lenoir - RTSBM7B

I jihadisti dello Stato Islamico lo hanno usato anche nelle cinture esplosive della strage di Parigi del 13 novembre scorso, in cui vennero massacrate 130 persone

Sarebbe il perossido di acetone la sostanza utilizzata dai jihadisti europei per gli attentati terroristici. La conferma arriva dal ritrovamento di 15 chilogrammi di esplosivo all’interno dell’appartamento di Shaerbeek, che ha fatto da base agli autori della strage all’aeroporto di Zaventem

Il Tatp (perossido di acetone), altamente instabile ma molto potente, da qui il suo soprannome ‘la Madre di Satana’, è lo stesso esplosivo usato per gli attentati di novembre a Parigi. In epoca pre Stato Islamico, quando il jihadismo agiva prevalentemente nel nome di Al Qaeda, venne impiegato anche negli attentati di Londra del 2005 e, fortunatamente senza successo, anche da Richard Reid, lo shoe bomber che non riuscì a farsi esplodere su un volo Parigi-Miami nel dicembre 2001.  I suoi ingredienti, come il perossido di idrogeno concentrato e l’acetone sono molto facili da trovare.

Acquistarli anche in grandi quantità non desta necessariamente sospetti ed è relativamente semplice combinarli insieme per fabbricare un ordigno. Più difficile è maneggiare il composto per evitare esplosioni accidentali. Proprio a causa della sua instabilità combinata alla grande potenza, il Tatp è infatti raramente usato per fabbricare ordigni improvvisati in zone di guerra. Il ricorso al Tatp negli attentati di Parigi e Bruxelles lascerebbe quindi supporre che la rete europea dell’Is avrebbe raggiunto un’alto livello di specializzazione nel fabbricare e maneggiare questo esplosivo.

L’assemblaggio con viti, chiodi e sfere metalliche serve ad aumentare il potenziale distruttivo degli ordigni. Non è un caso che le bombe fatte esplodere all’aeroporto di Zaventem fossero contenute all’interno di valigie. Questo ha consentito ai terroristi di gestire con relativa tranquillità l’instabilità del Tatp contenendo il rischio di un’esplosione accidentale.

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