Cosa succede se Salah viene estradato in Francia

Terrorismo

Abdeslam ha cambiato idea: un segnale di collaborazione con la polizia? Ad attenderlo c’è la prigione di Fresnes

Dopo aver espresso il desiderio di essere trasferito in Francia, il processo di estradizione di Salah Abdeslam potrebbe subire una forte accelerazione, anticipando i tempi inizialmente previsti.

Il terrorista, l’unico del commando di Parigi ad essere sopravvissuto, aveva in un primo momento rifiutato, ma questa mattina, attraverso il suo avvocato Sven Mary, ha fatto sapere di essere disponibile ad un trasferimento nella capitale francese, dove verrebbe incarcerato nella prigione di Fresnes, in regime di isolamento tenuto sotto stretta sorveglianza. In realtà, questo nuovo colpo di scena non cambia di molto la situazione.

Nel caso in cui Abdeslam avesse continuato a respingere la richiesta francese, i tempi burocratici necessari per lo spostamento del detenuto sarebbero stati più lunghi, ma il trasferimento sarebbe comunque avvenuto. Il mandato d’arresto europeo emanato dal governo francese il 24 novembre prevede periodi più brevi rispetto alla normale richiesta di estradizione da uno stato all’altro. Secondo quanto previsto dalla legge, nel caso in cui venga presentato un ricorso i tempi di attesa si possono allungare fino a novanta giorni, un mese in più rispetto alla normale procedura. Anche volendo, il Belgio non si sarebbe potuto opporre al mandato d’arresto in quanto gli attentati si sono svolti sul suolo francese.

L’estradizione di quello che fino a pochi giorni fa era l’uomo più ricercato d’Europa potrebbe avere delle notevoli ripercussioni sulle indagini condotte dall’antiterrorismo francese. Abdeslam sarà giudicato da una corte d’assise speciale composta unicamente da magistrati, senza l’intervento di giurati. Con la sua presenza in aula si potrà scongiurare il rischio di un processo svolto senza imputati visto che è il solo superstite del gruppo. Le sue testimonianze potrebbero aprire nuove piste nelle indagini in corso, permettendo agli investigatori di scoprire retroscena fino ad ora sconosciuti. L’obiettivo è quello di arrivare al cuore del terrorismo islamico in Europa e Salah è l’uomo-chiave che potrebbe aprire agli inquirenti nuovi scenari.

L’unico rischio è quello che si rifiuti di parlare per non tradire i suoi compagni. Un’eventualità da prendere in considerazione visto che dopo i tragici eventi di Bruxelles Abdeslam ha smesso di rilasciare dichiarazioni alle forze dell’ordine del Belgio.

Anche se è ancora troppo presto per fare delle previsioni sulle future sentenze, per il momento è certo che Abdeslam ha svolto un ruolo logistico nella preparazione e nello svolgimento degli attentati di Parigi e che era insieme agli altri terroristi la sera del 13 novembre. Accuse, queste, che da sole basteranno a fargli guadagnare la prigione a vita.

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