Cosa sono e come funzionano i voucher per il lavoro occasionale

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Boom di voucher: nel primo trimestre 2016 ne sono stati venduti 31,5 milioni, con un incremento, rispetto allo scorso anno del 46%

Siamo diventati il Paese dei voucher? A vedere gli ultimi dati dell’Inps pare proprio di sì. Nel primo trimestre 2016, infatti, sono stati venduti 31,5 milioni di buoni lavori del valore nominale di 10 euro, con un incremento, rispetto al primo trimestre 2015, pari al +45,6%.

Ma che cosa sono? Sono dei tagliandi, cartacei o telematici, dal diverso valore economico (10, 20 o 50 euro) che servono a retribuire un’ora di lavoro. Una parte dell’importo del voucher va al lavoratore (7,50 euro ossia il 75% nel caso del buono da 10 euro), una parte invece va all’INAIL (7%) per l’assicurazione contro gli infortuni, mentre all’INPS vanno i contributi previdenziali, destinati alla Gestione Separata (13%) e la compensazione del concessionario (5%).

In quali ambiti possono essere utilizzati? Le prestazioni sono le più disparate: dai collaboratori domestici ai camerieri, ma anche muratori, commessi e lavoratori stagionali. Tutti coloro, insomma, che svolgono un lavoro occasionale e non continuativo; sono compresi anche i lavoratori in cassa integrazione o dipendenti che vogliono arrotondare con un altro lavoro. Caso speciale riguarda il campo dell’agricoltura: accedono ai voucher soltanto i lavoratori under 25 o i pensionati.

Come e dove si comprano? Presso le banche e i tabaccai convenzionati o negli uffici postali (ma soltanto per i privati). Acquistarli è facile: il datore di lavoro riceve un tagliando con un codice che va “attivato” sul sito dell’Inps. Al termine del servizio, chi ha prestato l’opera presenta lo stesso buono all’ufficio dove è stato emesso e viene pagato in contanti. Attenzione, però, i voucher vanno utilizzati entro 30 giorni dal loro acquisto, mentre il lavoratore avrà un anno di tempo per incassarlo (dal tabaccaio) o due anni (in un ufficio postale).

Ci sono dei limiti? Sì, secondo il Jobs Act, non si possono ricevere più di 7.000 euro netti (9.333 euro lordi) in voucher nel corso di 1 anno. E non più di 2.000 euro netti dallo stesso committente. La soglia annua si abbassa a 3.000 euro netti (4.000 lordi) per chi già percepisce trattamenti come sussidio di disoccupazione o cassa integrazione. Il Fisco può multare sia i datori di lavoro che non abbiano controllato la posizione del collaboratore sia il lavoratore, se non ha comunicato il superamento della soglia.

Quali diritti vengono tutelati per i lavoratori? Non essendo un vero rapporto di lavoro, non danno diritto a ferie, Tfr, disoccupazione, maternità o assegni familiari, ma solo alla copertura Inps e Inail.

Perché sono stati regolarizzati? Secondo le intenzioni del Governo, con i voucher si riesce a ridurre sensibilmente il lavoro nero. Inutile nascondere, però, che sono stati riscontrati alcuni problemi relativi al loro utilizzo irregolare che andrebbero prevenuti ed evitati (ne avevamo parlato tempo fa sempre sul nostro giornale).

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