Cosa si dice di Garland, il giudice scelto da Obama per la Corte Suprema

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epa05214475 US President Barack Obama (L) announces his nominee to the United States Supreme Court, Chief Judge, US Court of Appeals, DC Circuit Merrick Garland (R), during a ceremony in the Rose Garden of the White House in Washington, DC, USA, 16 March 2016. Obama is nominating Chief Judge, US Court of Appeals, DC Circuit Merrick Garland to fill the vacancy created by the death of Associate Justice Antonin Scalia. Republican leadership in the Senate has stated they will not consider any person nominated by Obama.  EPA/SHAWN THEW

La scelta “moderata” del presidente americano potrebbe mettere in difficoltà il partito dell’asinello che dovrà favorire la ratifica in Senato

Barack Obama ha nominato Merrick Garland per la Corte Suprema in sostituzione del giudice Antonin Scalia, scomparso lo scorso febbraio. Nell’annunciare la sua decisione, il presidente degli Stati Uniti ha voluto evidenziare le caratteristiche principali che hanno fatto ricadere la scelta su Garland: “Dignità, integrità, capacità ed eccellenza“.

Nei giorni scorsi, l’imminente nomina del nuovo giudice del più importante organo giudiziario del Paese aveva creato non poche polemiche con il fronte repubblicano. Il posto lasciato vuoto da Scalia poneva infatti la Corte in un delicato equilibrio. Al momento, quattro dei giudici in carica sono conservatori, gli altri quattro sono progressisti. Il nono giudice poteva quindi far pendere la bilancia in un senso o nell’altro. Obama ha detto che nominando Garland, ha onorato un “dovere costituzionale” sapendo che si tratta di una delle “decisioni più importanti che questo incarico mi richiede”. Non la pensano così i repubblicani, che già prima della nomina di oggi, si erano opposti a qualsiasi iniziativa del Presidente. Secondo il partito conservatore. per non interferire con le elezioni presidenziali in corso, la nomina del nuovo giudice doveva avvenire con la nuova presidenza. Dunque, non prima del prossimo anno.

La mossa di Obama però potrebbe mettere in difficoltà il partito dell’asinello che al momento detiene la maggioranza del Senato, l’organo che dovrà ratificare la nomina di Garland. Questo perché Garland è considerato da più parti un moderato, gradito sia a destra, che a sinistre. La figura perfetta per superare la bufera politica e ottenere l’ok dal Senato.

Il suo nome era uscito già in passato. Nel 2010 era tra i papabili per la successione di John Paul Stevens. In un articolo del New York Times di quell’anno Garland viene come un giudice “ben noto, rispettato, e tremendamente ben voluto negli ambienti giudiziari di Washington”. Il Wall Street Journal torna ancora più indietro e ricorda che in senato siedono ancora almeno sette senatori repubblicani che già in passato avevano votato in favore di Garland: nel 1997, per la precisione, quando venne nominato giudice capo della prestigiosa Corte d’Appello del District of Columbia.
Anche Lincoln Caplan, sul New Yorker, definisce la scelta di Obama “saggia” e spiega come la qualità di “moderato” attribuita a Garland non deve essere interpretata come una debolezza “nella difesa delle essenziali garanzie democratiche”.

Le volontà della Casa Bianca di portare a termine la sua battaglia è chiara. Al di là delle dichiarazioni politiche, è evidente lo sforzo mediatico che Obama ha chiesto al suo staff. Per Garland infatti sono stati inaugurati: una sezione del sito ufficiale della Casa Bianca, un account Twitter  @SCOTUSnom ed è stato prodotto un video di presentazione, con un’intervista esclusiva al probabile futuro giudice della Corte Suprema.

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