Ecco cosa prevede la proposta di legge Fornaro-Chiti sull’elezione del nuovo Senato

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Con la proposta sottoscritta da 24 parlamentari dem il Consiglio regionale eleggerà i senatori prendendo atto dell’espressione degli elettori, senza poterla modificare

Durante la Direzione del Partito Democratico di lunedì 10 ottobre, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che assumerà la proposta di Vannino Chiti e Federico Fornaro come testo base per la discussione sull’elezione del nuovo Senato.

Nell’intenzione dei 24 senatori dem che hanno presentato il disegno di Legge c’è la volontà di superare uno dei punti più criticati della riforma. Ovvero l’accusa, secondo la quale, il nuovo Senato sarebbe composto da soli “nominati”. La proposta – nelle parole dei senatori dem – è quella invece di “completare la cornice attuativa delle riforme garantendo il fondamentale potere di scelta dei senatori ai cittadini e non a ristretti gruppi dirigenti di partiti e movimenti.”

Secondo la riforma costituzionale, infatti, il nuovo art.57 della Costituzione prevede che i consigli regionali eleggano – con metodo proporzionale – 74 senatori-consiglieri regionali e 21 senatori-sindaci. Al comma 5 si prevede che i consigli regionali eleggano i consiglieri regionali-senatori “in conformità alle scelte espresse dagli elettori” in occasione del rinnovo dei Consigli regionali. Infine, al comma 6 si rimanda a una legge per regolamentare questo procedimento.

La legge in questione sarebbe appunto la proposta Fornaro/Chiti in cui il territorio della Regione viene suddiviso in tanti collegi quanti sono i senatori da eleggere: in ogni collegio può essere presentato un solo candidato per ogni lista regionale, sul modello del sistema elettorale del Senato fino al 1992. Nel caso delle regioni che eleggono un solo senatore, il collegio corrisponde all’intero territorio regionale.

Il giorno delle elezioni regionali i cittadini riceverebbero così due schede: la prima per la elezione e per il rinnovo dei Consigli regionali e del nuovo Presidente della Regione, la seconda per scegliere i senatori assegnati a quella Regione. Ogni genere non potrà essere rappresentato in non più del 60% delle candidature. Il ruolo di senatore-consigliere regionale – con l’unica eccezione del Presidente della Regione – sarà incompatibile con incarichi di giunta, nell’ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e delle Commissioni.

Sulla base delle scelte espresse dagli elettori si definirà una graduatoria regionale e si attribuiranno – con il sistema proporzionale – i seggi eventualmente spettanti a ogni lista  regionale; successivamente si stilerà la graduatoria interna di ogni lista regionale sulla base dei risultati ottenuti nei collegi (in percentuale sulle scelte totali). Il Consiglio regionale, quindi, eleggerà i senatori-consiglieri prendendo atto dell’espressione degli elettori, senza poterla, però, modificare.

Il disegno di legge prevede anche le modalità di elezione da parte del Consiglio regionale dei 21 senatori-sindaci. Il Consiglio regionale voterà scegliendo tra una terna di nominativi proposta dal Consiglio delle Autonomie Locali di ogni regione.

 

(Fonte: senatoripd.it)

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