Cosa prevede la riforma degli statali della ministra Madia

Pa
Il ministro della Pubblicva Amministrazione, Marianna Madia durante la conferenza stampa a margine del Consiglio dei Ministri, Roma 19 Maggio 2017. 
ANSA / LUIGI MISTRULLI

Tra le novità la stabilizzazione dei precari storici e la stretta sui “furbetti del weekend”

Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva la riforma degli statali targata Marianna Madia e avviata dal governo Renzi.

Sono diverse le novità introdotte dalla riforma. A partire dalla stabilizzazione dei precari storici della Pubblica amministrazione, circa 50.000 lavoratori. Quello prospettato dalla ministra Madia è un piano di stabilizzazione che intende risolvere il problema nel triennio 2018-2020. Le amministrazioni potranno assumere a tempo indeterminato i lavoratori con contratto a tempo determinato già selezionati con un concorso, con l’indicazione della relativa copertura finanziaria. Per gli ex co.co.co., che non hanno superato una prova selettiva, saranno banditi concorsi riservati in misura non superiore al 50% dei posti disponibili. La stabilizzazione è prevista per coloro che abbiano lavorato almeno tre anni negli ultimi otto, anche in diverse amministrazioni, e che abbiano maturato requisiti fino al 31 dicembre di quest’anno.

La riforma intende anche superare il rigido schema della riforma Brunetta, che imponeva di concentrare sulla produttività la “quota prevalente” del salario accessorio e di azzerare i premi per un quarto del personale. Inoltre gli effetti di una valutazione negativa per scarso rendimento possono costare il posto, ma solo se il dipendente ottiene una “pagella negativa” per  tre anni di fila. In quel caso potrà essere licenziato. Così come nel caso di gravi o reiterate violazioni dei codici di comportamento o alla reiterata violazione di obblighi concernenti la prestazione che abbia comportato la sospensione per un anno in un biennio.

Se da un lato il dipendente fannullone rischia grosso, dall’altro il licenziato in maniera ingiustificata può contare sulla garanzia offerta dall’articolo 18  dello Statuto dei Lavoratori (nella sua formulazione originaria). Confermate le norme di legge relative al licenziamento del personale che effettua false attestazioni della presenza in servizio o che giustificano le assenze con certificati medici falsi. Sospensione entro 48 ore e licenziamento dopo procedimento disciplinare di durata non superiore ai 30 giorni.

Confermata, infine, la stretta  sui “furbetti” del weekend, cioè coloro che saltano ripetutamente il lunedì e il venerdì. I contratti nazionali devono impedire incrementi dei trattamenti accessori a livello di amministrazione nei casi di rivelazioni di assenze ‘strategiche’, quelle cioè che si concentrano in periodi critici per i servizi o in continuità con le giornate festive e di riposo superiori ai dati medi nazionali o di settore. In caso di “anomale e ripetute” assenze i contratti fissano le sanzioni disciplinari.

Vedi anche

Altri articoli