Cosa ha detto Renzi ai giornalisti sul treno tra Tokyo e Kyoto

Politica
Il presidente Renzi lascia Tokyo e in treno raggiunge Kyoto, 4 agosto 2015.
ANSA/ UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI TIBERIO BARCHIELLI
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Rai, riforme, sud, expo: il presidente del Consiglio ha parlato con i giornalisti italiani nel corso della sua visita in Giappone e ha toccato molti temi di attualità politica

Rai “Domani mattina il governo indicherà i nomi di dg e presidente. Saranno professionisti di livello, competenza e indipendenza come è giusto che sia. Noi puntiamo a fare della Rai un punto di riferimento assoluto in Europa e per alzare l’orgoglio italiano. Stando all’estero, si capisce che c’è una domanda straordinaria di Italia e sarebbe bello se la Rai la accompagnasse di più. Campo Dall’Orto? Un professionista di valore”

Messaggio alla minoranza “Le polemiche quotidiane della minoranza, che è una parte della minoranza di un anno fa e che nonostante i numeri non ha impedito di approvare le riforme, lasciano il tempo che trovano. Il parlamento sta lavorando come mai dal ’48. Basta vedere dove stavamo un anno fa, con l’economia in discesa, e dove siamo ora. Abbiamo preso l’impegno di cambiare l’Italia. La nostra gente ci chiede di fare le riforme che servono.

Sud “Ci sono due Italie: una che ci prova e una che si lamenta solo. Certo c’è tanto da cambiare al sud come al nord, ci sono tanti problemi ma c’è tanto che funziona. E a me pagano per provarci. Il sud è l’accordo su Carinaro, Pompei, Reggio Calabria dove abbiamo convinto Hitachi a tenere aperto lo stabilimento, l’Ilva con il decreto per ripartire”.

Avanti con le riforme “La riforma del mercato del lavoro ci è costata scioperi, una polemica costante, i dati del consenso non sono più alti come quelli dell’anno scorso, ma è un mio dovere, un mio imperativo morale fare quello che abbiamo promesso. E i risultati il Parlamento li sta portando a casa. Il Pd è una forza tranquilla, come avrebbe detto Mitterand. Guardate dove eravamo un anno fa e dove siamo adesso. E se vi mettete gli occhiali giusti vedrete anche dove saremo tra un anno: con una crescita molto più significativa, le riforme completate e un’immagine più forte del Paese”.

Expo, un successo “L’Expo non doveva esserci e invece si è fatto grazie a Cantone e Sala e al lavoro istituzionale di tutti, dal prefetto alla Procura di Milano, che ringrazio, per aver gestito la vicenda con rispetto delle leggi e sensibilità. L’Expo è un grande successo, c’è chi dice che mancano 12mila biglietti, ma non è questo…”.

 

(foto Ansa)

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