Cortei contro #labuonascuola. Tensione a Napoli, Torino e Milano

Scuola

Oggi sciopero della scuola e manifestazioni. Ancora in piazza contro le proposte del Governo, ma la protesta non è unitaria

Si sono concluse con scontri di piazza, tensioni e feriti le manifestazioni del settore della scuola indette da Cobas, Unicobas, Anief e Cub. Sono diversi gli appuntamenti in piazza in Italia con docenti e studenti che contestano la riforma della Buona Scuola varata dal governo Renzi e diventata legge lo scorso Luglio.

Roma una manifestazione a piazza dell’Esquilino, con la piazza interdetta al traffico e una manifestazione degli studenti a viale Trastevere, davanti il ministero dell’Istruzione, dove dalle 15.00 alle 19.00 ci sarà anche una manifestazione contro il precariato. Intanto gli studenti romani scesi in piazza oggi contro la riforma della scuola di Matteo Renzi, una volta arrivati in piazza Montecitorio, hanno deciso di spostarsi poi verso il Pantheon ma sono stati bloccati in via Aquiro dalle forze dell’ordine. Dopo decine di minuti di trattativa sono poi riusciti a raggiungere il Pantheon per tenere un’assemblea pubblica.

Milano, invece, una manifestazione è partita da largo Cairoli alle 9.00 del mattino. Stesso orario un altro corteo è partito da piazza Fontana per Corso Europa fino a piazza San Babila. A Milano la Polizia ha respinto con una breve carica di alleggerimento un gruppo di studenti che voleva raggiungere il palazzo del Miur. Il contatto, che non ha avuto conseguenze fisiche per nessuno, è avvenuto attorno alle 11.40 in via Pola durante la manifestazione studentesca partita questa mattina da largo Cairoli. Il corteo ha deviato dal percorso prestabilito e ha tentato di raggiungere gli uffici regionali. Dopo una trattativa con le forze dell’ordine non andata a buon fine c’è stato il tentativo di forzare il cordone.

Momenti di tensione, invece, al corteo degli studenti a Napoli. I manifestanti, partiti da piazza del Gesù, sono arrivati davanti alla Questura e durante il tragitto hanno esploso diversi petardi. Il corteo ha poi proseguito fino a piazza del municipio e a piazza Trieste e Trento. A quel punto, come si apprende dalle forze dell’ordine, nel corteo alcuni ragazzi hanno indossato caschi e scudi di polistirolo ed hanno esploso grossi petardi. C’è stato un contatto con le forze dell’ordine, che hanno risposto con cariche di alleggerimento. Due giovani e quattro poliziotti sono rimasti feriti durante l’azione. Due gli studenti al momento in stato di fermo in Questura per gli scontri consumati con la polizia in piazza Trieste e Trento. Uno di questi è stato ricoverato all’ospedale Pellegrini per una ferita all’occhio.

A Torino il corteo di studenti ha, invece, lanciato uova contro la sede del Miur e bruciato la bandiera del Pd. Inoltre i manifestanti hanno occupato per alcuni minuti il deposito Gtt di corso Tortona, per protestare contro il caro abbonamenti, e hanno poi proseguito fino al Campus Einaudi, dove il corteo si è sciolto.

Tra gli obiettivi del sindacato di base, “impedire l’applicazione almeno delle parti più deleterie della legge 107″ sulla Buona Scuola e chiedere “la stabilizzazione di tutti i precari ingiustamente esclusi” dalle immissioni in ruolo. Protesta anche per l’aumento medio di 8 euro lordi al mese definita come “umiliante proposta di rinnovo contrattuale”.

 

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Allo sciopero non aderiscono Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda che hanno preferito convocare una manifestazione nazionale prevista per il 28 novembre, riguardante tutti i lavoratori del pubblico impiego, compresa la scuola, per rivendicare il diritto al rinnovo del contratto, scaduto da oltre sei anni.

Tra le voci a difesa della riforma Lorenzo Guerini, vicesegretario del PD che in particolare ha commentato i fatti di Torino: “Bruciare la bandiera del PD è un atto grave al pari di altri gesti di violenza che si stanno registrando in queste ore nei vari cortei”. Guerini spiega che “Sorprende vedere in piazza le proteste contro un piano, come la ‘Buona Scuola‘, che in tre anni porterà 180mila assunzioni, 50mila solo pochi giorni fa e oltre tre miliardi di investimenti. Rimanere prigionieri della demagogia è un problema doppio quando si è costretti a difenderla anche quando viene smentita dalla realtà”.

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