La Corte dei conti punta il dito sulla spending review: “È un parziale insuccesso”

Economia
Il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti, Roma, 18 febbraio 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Severo giudizio del presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, che oggi ha inaugurato l’anno giudiziario 2016

La spending review finora è stata un “parziale insuccesso” con l’effetto di ridurre i servizi ai cittadini. È questo il monito del presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016. Il piano di revisione della spesa di Palazzo Chigi, più graduale rispetto alle previsioni iniziali, viene messo messo in discussione dalla magistratura contabile davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. “Dai tagli operati – mette in evidenza Squiteri – è derivato un progressivo offuscamento delle caratteristiche dei servizi che il cittadino può e deve aspettarsi dall’intervento pubblico cui è chiamato a contribuire”.

Quanto ai conti pubblici, nel suo intervento Squitieri ricorda come i margini di flessibilità acquisiti in sede europea siano stati “interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica per il 2016″. Una scelta politica ancora in attesa del via libera di Bruxelles, che ha permesso di mantenere “il profilo discendente del deficit dei conti pubblici”. L’abbassamento del debito tuttavia, “assume una cadenza più rallentata, restando, comunque, al di sotto del 3 per cento”.

Nella sua relazione, il presidente della corte dei Conti, mette inoltre in evidenza come in una fase così delicata sia fondamentale fornire impulso alla crescita economica e all’occupazione, pur nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica. Per questo, secondo Squiteri, è indispensabile rilanciare gli investimenti pubblici. “Recuperare adeguati livelli di intervento pubblico nel campo delle opere – sottolinea – non rappresenta solo una condizione chiave per il rispetto della clausola europea sugli investimenti richiesta dal governo, ma costituisce anche, e soprattutto, la condizione per ottenere adeguati livelli di crescita, riassorbendo un ritardo nelle dotazioni infrastrutturali che rischia di incidere sul potenziale competitivo del Paese”.

Norme farraginose terreno fertile per le illegalità

L’intervento di Squiteri è stato anche un’occasione per spezzare una lancia a favore dei magistrati contabili, chiamati ad applicare norme processuali che non facilitano la velocità dei procedimenti. Servono, sottolinea a questo proposito il presidente della Corte dei Conti, norme chiare e non stratificate in apparati complicati, alla cui mancanza spesso deve supplire l’impegno dei magistrati nell’individuare soluzioni, anche organizzative, atte a rendere più snella e rapida l’applicazione processuale”. Le illegalità, conclude, “trovano infatti nella complessità e nella moltiplicazione delle leggi spazi più fertili per fare presa, piuttosto che presidi ad ostacoli al loro diffondersi”.

Vedi anche

Altri articoli