Corte costituzionale, il Pd si sottrae al ricatto del M5S

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I Cinquestelle si rifiutano di sottoporre il nome di Barbera al giudizio del blog, ma pretendono che i dem votino il loro candidato. Rosato: “Richiesta arrogante, noi votiamo chi accetta l’accordo”

Torna a complicarsi il voto sui giudici della Corte costituzionale, fissato per domani. La possibilità di un’intesa tra Pd e M5S sulle rispettive proposte di Augusto Barbera e Franco Modugno è stata infatti respinta dai Cinquestelle.

Questi ultimi, a dire il vero, pretendono che i dem votino comunque Modugno pur rifiutandosi di convergere da parte loro su Barbera. “Ci dicano perché Modugno secondo loro non ha le caratteristiche”, strepita Danilo Toninelli, che per il Movimento si occupa dei temi costituzionali. Senza invece dire una parola per spiegare il loro veto sul costituzionalista candidato dal Pd.

E, in effetti, la loro scelta sarebbe difficile da spiegare. Barbera ha un curriculum di tutto rispetto, che nessuno mette in discussione, e non ha mai avuto problemi con la giustizia. La sua macchia? Essere stato intercettato nell’ambito di un’inchiesta su raccomandazioni nel mondo universitario, nella quale non è stato coinvolto in alcun modo, nemmeno indagato. Per considerarlo persona degna, quindi, non c’è nemmeno bisogno di essere garantisti, basta l’evidenza. Eppure questo ai Cinquestelle non basta.

Evidentemente il Pd non ha accettato il ricatto immotivato del Movimento, che pretendeva di ricevere un altro nome di proprio gradimento. Barbera resta in campo e, ovviamente, senza un accordo politico reciproco i dem non sposteranno i loro voti su Modugno. Spiega infatti il capogruppo Ettore Rosato: “Noi abbiamo presentato la candidatura con largo anticipo, per consentire ai parlamentari M5S le loro procedure (il referendum tra gli iscritti sul blog, ndr). Siamo convinti che ci siano gli spazi per una larga intesa con tutti i gruppi parlamentari. Non c’è alcun veto su Modugno, ma noi voteremo i nomi di un accordo. Sarebbe arrogante pensare di votare il nome proposto dai Cinquestelle, mentre loro possono non votare i nomi proposti da altri”.

Rosato spera ancora in un “ravvedimento operoso” dei grillini. Anche perché la decisione da loro presa non dev’essere stata nemmeno così pacifica, visto che stamattina sembrava che il post con il quale si sottoponevano le candidature di Modugno e Barbera al giudizio della rete dovesse essere pubblicato da un momento all’altro sul blog di Grillo. Poi un lungo silenzio, fino alla nota dettata da Toninelli alle agenzie.

Cosa succederà adesso? La caduta dell’accordo con il M5S riporta in auge la candidatura del forzista Francesco Paolo Sisto, sul quale i grillini avevano espresso il loro veto. La maggioranza e il centrodestra sulla carta hanno i numeri per portare alla Consulta il ticket Barbera-Sisto, lasciando però in questo modo ancora una casella libera. E a questo punto, data l’autoesclusione dei Cinquestelle dall’intesa bipartisan, la possibilità che venga occupata in tempi rapidi appare complicata.

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