COP21, intesa per un accordo “ambizioso ed equilibrato”

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Soddisfatto il presidente di COP21 Laurent Fabius: l’indicazione della soglia massima di riscaldamento fissata a 1.5 °C

Alle 6.45 di questa mattina, la terza notte consecutiva di negoziati, è stata chiusa e la bozza di testo del nuovo accordo è passata nelle mani dei legali e degli interpreti. Il presidente della COP21 Laurent Fabius ha convocato una sessione plenaria per le 11.30, dove il documento sarebbe stato presentato. Alla plenaria, che in realtà è iniziata alle 12, erano presenti anche il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e il presidente francese François Hollande.

Fabius ha fatto un lungo intervento, elencando i punti importanti dell’accordo, rimarcando la collaborazione di tutti e ricordando come l’intesa fosse impensabile fino a pochi giorni fa. Ha concluso citando Nelson Mandela: “Le cose sembrano impossibili fino a quando non riesci a farle”. La standing ovation alla fine del suo discorso lo ha visto alzarsi in piedi visibilmente commosso. Dopo di lui Ban Ki-moon ha aggiunto: “Non lasciamo che la ricerca della perfezione prevalga sul bene comune”.

Il testo dell’accordo è stato diffuso più tardi, alle 13.30. Fabius ha convocato una nuova plenaria per le 15.45, nella quale le nazioni dovranno esprimersi in merito al documento. Non sarà una riunione formale, come quella breve di stamattina. Questa volta i paesi vorranno intervenire, fare dichiarazioni politiche, entrare nel merito. Se non ci saranno imprevisti la votazione arriverà in serata.

L’accordo, che entrerà in vigore nel 2020, non è al ribasso, come molti temevano, ma “ambizioso ed equilibrato”, dichiara Fabius. Contiene l’indicazione della soglia massima di riscaldamento a 1.5 °C, prevede un aggiornamento nel 2018 e revisioni periodiche degli impegni nazionali ogni cinque anni a partire dal 2023. Aumenta gli stanziamenti destinati ai paesi più poveri (Least Developed Countries, le 48 nazioni dove il reddito medio annuale è sotto i 900 dollari).Sulla spinosa questione dei danni subiti dai cambiamenti climatici (Loss and Damage) conferma l’impegno a risarcire i paesi più deboli ma senza responsabilità legali (questo era un punto critico per gli Usa).

Le organizzazioni ambientaliste hanno accolto il testo con favore, con qualche inevitabile distinguo. Nel frattempo hanno indetto una marcia atttraverso Parigi che, al contrario di quanto accaduto il 29 novembre, questa volta è stata autorizzata. Secondo gli organizzatori i partecipanti sono oltre diecimila.

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