Controlli alle frontiere. L’Italia ci pensa e Schengen vacilla

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L’Italia sarebbe pronta a ripristinare i controlli alla frontiera con la Slovenia

Dalla Svezia alla Norvegia, dalla Danimarca all’Austria, dalla Germania alla Francia.  Al momento sono sei i paesi europei dell’area Schengen che hanno reintrodotto i controlli alle proprie frontiere, in deroga “temporanea” alla libera circolazione delle persone in seguito all’eccezionale flusso di profughi.

Oltre alla Svezia e alla Danimarca, nelle scorse settimane analoghe decisioni erano state prese dalla Norvegia (che non fa parte dell’Unione europea ma dello spazio Schengen), dall’Austria, dalla Germania e dalla Francia. Malta, che aveva reintrodotto i controlli nel periodo della conferenza Ue/Africa sull’immigrazione, è invece tornata alla normalità dal primo gennaio.

La reintroduzione dei controlli, prevista dalle regole del codice delle frontiere di Schengen in casi eccezionali (all’articolo 23), era stata finora decisa dai paesi solo per eventi programmati come le grandi conferenze internazionali, che riuniscono in uno stesso luogo i leader mondiali diventando luoghi ad alto rischio per il terrorismo, oppure grandi manifestazioni sportive internazionali.

Negli ultimi mesi, invece, la crisi senza precedenti dei migranti e l’emergenza terrorismo hanno provocato un aumento delle richieste da parte degli Stati. Dopo gli attacchi del 13 novembre scorso, Parigi ha disposto controlli alle frontiere fino al 26 febbraio prossimo. In Germania la decisione è stata invece presa il 14 novembre per controllare il flusso di migranti provenienti dalla rotta balcanica attraverso l’Austria; in quest’ultimo paese, i controlli sono stati reintrodotti il 16 novembre con una particolare attenzione per la frontiera con la Slovenia. La Norvegia aveva deciso di controllare chi arriva nei porti lo scorso 26 novembre. Lo scorso autunno, i controlli erano stati temporanemente reintrodotti in diversi altri paesi, come Ungheria e Slovenia.

E anche l’Italia starebbe valutando l’ipotesi di ripristinare i controlli alle frontiere, secondo fonti vicine al governo riportate dal Corriere della Sera

Negli ultimi mesi il Viminale ha registrato un aumento di arrivi dalla Slovenia. Immigrati che, nonostante non vengano registrati, arrivano in Italia. Ogni settimana passano il confine con la Slovenia tra i 300 e i 400 extracomunitari. Di fronte all’incremento dei flussi causato dalla chiusura delle frontiere di numerosi Paesi Ue, anche l’Italia starebbe pensando, secondo il Corriere della Sera, di schierare le pattuglie di polizia affinché verifichino “la regolarità dei documenti di tutti coloro che attraversano i valichi terrestri e ferroviari”. “Alla fine rischiamo di dover pagare le conseguenze più gravi – si lamentano fonti del ministero dell’Interno – molti altri Stati non registrano tutti gli stranieri che arrivano, ma noi siamo gli unici ad essere stati sottoposti a procedura di infrazione”. Il piano prevede “il ripristino dei controlli ai valichi terrestri e ferroviari con la Slovenia”, ma lascia libera la circolazione nel traffico aereo. “La misura è straordinaria – chiariscono al Viminale – ma diventerà operativa qualora dovessero aumentare gli ingressi e soprattutto continuare a mancare quel clima di collaborazione che era stato invece promesso nel corso dell’estate”.

L’Italia finora aveva deciso di reintrodurre i controlli alle frontiere solo una volta, in occasione del vertice G8 dell’Aquila, per il periodo dal 28 giugno al 15 luglio del 2009

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