Contro l’Isis e non solo. Ecco la mappa delle missioni italiane

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Le maggiori concentrazioni si trovano tra Afghanistan, Libano e Balcani

Dai Balcani al Mali passando per l’Afghanistan, Iraq, Georgia fino ad arrivare all’Oceano indiano. Sono 26 le operazioni internazionali che vedono impiegati 4500 militari italiani, in 30 teatri di guerra tra Mediterraneo, Africa, Medio Oriente e Asia.

Le operazioni internazionali in cui siamo coinvolti riguardano riguardano l’Onu (2), la Nato (6), l’Unione Europea (10) e le missioni multinazionali e bilaterali (8). Le maggiori concentrazioni si trovano tra Afghanistan, Libano e Balcani e i numeri, nel complesso, sono più bassi di quelli degli anni precedenti, quando i nostri militari nel mondo erano sempre più di 5mila.

A febbraio di quest’anno, rispetto al 2014, si sono aggiunte due operazioni di addestramento tra Palestina e Somalia ed è stata rafforzata la presenza anti-Isis in Iraq, che vedrà impegnati 500 uomini tra supporto areo e addestramento delle truppe di terra.

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Ecco alcune delle missioni in cui è presente il contingente italiano.

Afghanistan. Dopo l’operazione ISAF, iniziata nel 2003, il primo gennaio di quest’anno è stata avviata la nuova missione a guida NATO “Resolute Support” (RS), incentrata sull’addestramento, consulenza ed assistenza in favore delle forze armate e le Istituzioni afgane. ​Il passaggio da ISAF ad RS non è solo un cambio di denominazione. È un punto di arrivo dopo 13 anni di sforzi, culminati nella creazione di uno stato di diritto, istituzioni credibili e trasparenti, e soprattutto delle Forze di Sicurezza autonome e ben equipaggiate, in grado di assumersi autonomamente il compito di garantire la sicurezza del Paese.

Libano. Dopo l’Afghanistan, la missione più grande è in Libano, la Unifil, che attualmente è sotto il comando italiano e ha l’obiettivo di stabilizzare l’area sud del Paese, dove il nostro contingente opera in stretto coordinamento con le forze armate nazionali. Più di mille militari italiani sono impegnati ad assistere il governo libanese nell’esercizio della propria sovranità sul Paese e a garantire la sicurezza dei confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele.

Poche invece le presenze dei nostri ragazzi tra India e Pakistan, Marocco e Cipro.

Altri militari si trovano nei Balcani come assistenza ai governi dell’ex Jugoslavia, tramite missioni Nato e Ue. Le basi italiane si trovano in Kosovo, Macedonia, Bosnia – Herzegovina e Albania. In totale la presenza italiana conta 600 militari appartenenti a tutte le forze armate, concentrati soprattutto in Kosovo.

Corno d’Africa. L’obiettivo principale dei militari italiani nel Corno d’Africa (Eritrea, Etiopia, Gibuti e Somalia) è quello di contrastare la pirateria marittima che si è sviluppata in Somalia, uno Stato in guerra permanente dal 1991, laddove le organizzazioni criminali hanno prosperato approfittando della totale assenza delle Istituzioni e del Governo. Sono del 2008 le missioni Ue e Nato Atalanta e Ocean Shield per contrastare la pirateria al largo delle coste somale. Gli italiani partecipano anche nel dare protezione al naviglio noleggiato dalle Nazioni Unite, a favore del programma World Food Program, che trasporta generi di prima necessità alle popolazioni africane colpite dalla carestia.

Scopri qui tutte le 26 operazioni internazionali che vedono impiegati i 4500 militari italiani 

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