Contratto statali, c’è l’intesa: 5 miliardi in 3 anni

Statali
La ministra Marianna Madia, al tavolo con i sindacati sullo sblocco dei contratti del pubblico impiego, al ministero della P.A., 30 novembre 2016 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

L’accordo è arrivato nella serata di ieri dopo una trattativa di oltre sette ore

Accordo fatto fra governo e sindacati sul rinnovo del contratto del pubblico impiego. E’ stato firmato ieri dai leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo dopo una trattativa di oltre sette ore con il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia.

Si tratta di un accordo politico ed economico, che rappresenta la premessa per poter rinnovare i contratti, bloccati ormai da sette anni, come ha ricordato la stessa ministra Madia su Twitter.

L’intesa riguarda gli oltre 3,2 milioni di dipendenti pubblici e assume un significato politico molto rilevante in primo luogo perché sblocca una situazione congestionata da oltre sette anni. Sebbene infatti il riavvio delle trattative sia avvenuto lo scorso anno a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, la convocazione dei rappresentati dei lavoratori da parte del governo non era affatto scontata.

Secondo perché l’appuntamento si pone all’interno di una nuova stagione di dialogo tra governo e sindacati. C’è ormai un filo rosso che unisce l’accordo di ieri all’importante intesa sulla riforma delle pensioni arrivata poche settimane fa dopo un lungo confronto, aperto, durato diversi mesi.

L’intesa dà inoltre l’idea di come, in questo periodo, la linea della concertazione e dei risultati concreti continui a prevalere su quella dello scontro e della costante contrapposizione. Ne è una prova l’altro importante accordo raggiunto a inizio settimana sul rinnovo dei metalmeccanici (in quel caso tra Fim Fiom e Uilm e Federmeccanica).

I punti principali
L’accordo, sul quale il governo si è impegnato a mettere in campo 5 miliardi di euro nell’arco di tre anni, prevede tre punti rilevanti: l’introduzione di forme del welfare integrativo, fiscalità favorevole per il salario legato alla produttività e un sostegno alla previdenza complementare.

Mentre l’aumento salariale – lo scoglio più duro da superare nella lunga trattativa di ieri – sarà “non inferiore a 85 euro mensili medi”. Inoltre (cosa non prevista inizialmente nella trattativa) tale incremento salariale non assorbirà il bonus da 80 euro per tutti quei dipendenti che, proprio a causa del nuovo contratto, supererebbero la soglia di reddito di 26 mila euro lordi l’anno, ovvero il limite massimo per avere diritto al bonus. Nell’accordo firmato, infatti, viene sottolineato che per raggiungere il “comune intento di ridurre la forbice contributiva” le parti “impegnano nelle sedi dei tavoli ci contrattazione, a evitare eventuali penalizzazione indirette sugli incrementi già determinati”.

La soddisfazione dei sindacati
Molto positiva la reazione dei rappresentanti dei lavoratori: la leader della Cgil, Susanna Camusso, ha parlato di “un buon lavoro fatto, con il quale si avvia la stagione contrattuale”. Per Annamaria Furlan (Cisl) si tratta di “una svolta storica” perché ci saranno “non solo buste paga più pesanti ma anche più qualità del lavoro e del servizio”. Infine secondo Carmelo Barbagallo (Uil) un “accordo così un anno fa ce lo potevamo sognare”.

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