Usa, escalation di tensione: poliziotti uccidono un altro afroamericano

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epa05416255 Protesters raise their hands with peace signs to call for peace after a string of nationwide police shootings and the slaying of police officers in Dallas, Texas during a vigil in Huntington Beach, California, USA, 08 July 2016.  EPA/EUGENE GARCIA

L’ultimo episodio a Houston (Texas). Obama rientra in anticipo dall’Europa e la settimana prossima sarà a Dallas. Hillary Clinton: “C’e’ troppa violenza, troppo odio, troppe uccisioni senza motivo”

Non si ferma la tensione razziale negli Usa. L’ultima notizia riguarda l’uccisione di un altro afroamericano a Houston (Texas) da parte di due poliziotti. L’uomo, secondo le ricostruzioni, sarebbe stato visto aggirarsi in strada armato di una pistola, che avrebbe prima agitato in aria e poi rivolto verso gli agenti, che a quel punto hanno aperto il fuoco e l’hanno ucciso.

Dopo la strage di poliziotti di Dallas l’America continua a interrogarsi sul clima d’odio tra bianchi e neri che sembra far da cornice a questo momento storico della più grande democrazia del mondo. Da una parte le proteste del movimento Black Lives Matter (Le vite dei neri contano), che continua a manifestare, come la sera della strage di Dallas, per le continue violenze da parte della polizia a cittadini afroamericani, dall’altra una nazione sconvolta per l’assassinio di 5 poliziotti nella città texana da parte di Micah Xavier Johnson, un ex militare afroamericano.

Otto anni fa, nel momento in cui Barack Obama diventò l’uomo più potente del mondo, si è pensato che il conflitto razziale in america potesse volgere a termine. Oggi alla vigilia della fine della sua presidenza si fa i conti con una realtà diversa.

Il Presidente degli Stati Uniti ha appreso la notizia della strage di Dallas, mentre si trovava a Varsavia per partecipare al vertice Nato, una notizia sconvolgente e bollata da Obama come “atto feroce, terribile e calcolato”. Il presidente rientrerà domenica, ha deciso di annullare la visita a Siviglia per seguire da vicino la vicenda. In settimana sarà a Dallas per portare la sua solidarietà alla polizia della città texana, ma i problemi vanno oltre la strage di Dallas.

I problemi vanno ricercati in un riacutizzarsi di un conflitto razziale, spesso ci si trova a commentare un uso ingiustificato della forza da parte della polizia Usa nei confronti di cittadini afroamericani, un conflitto che dopo le uccisioni di Baiton Rouge e di Saint Paul.

Johnson, riservista dell’esercito americano e adepto del Black Power aveva come scopo uccidere quanti più poliziotti bianchi possibili, una vendetta nei confronti della polizia dopo gli omicidi degli ultimi giorni. Vendetta e odio sono le parole che più preoccupano le autorità Usa, e che potrebbero portare ad una spirale di violenza difficilmente controllabile.

Nelle città americane continuano le proteste, da New York dove i manifestanti hanno esposto uno striscione “Abbiamo nel cuore anche Dallas”, ad Atlanta e Baiton Rouge dove invece la tensione è alta e le manifestazioni sono scortate dagli agenti in assetto antisommossa. A Pittsburg il capo della polizia è sceso in piazza con i manifestanti, in una marcia contro le “crescenti disuguaglianze e la tossica atmosfera d’odio”, mentre a Los Angeles il corte vedeva in testa i rapper Snoop Dogg e The Game.

Naturalmente questo clima coinvolge anche i candidati alla presidenza con Hillary Clinton che da una chiesa afroamericana di Filadelfia si dice preoccupata della “troppa violenza, del troppo odio e delle troppe uccisioni senza motivo. Sappiamo che vi è troppa poca fiducia in molte città tra i poliziotti e le comunità che questi hanno il compito di difendere – ha continuato la candidata democratica parlando alla African Methodist Episcopal Church – Così poco terreno comune può sembrare impossibile avere il dialogo che dobbiamo avere per iniziare ad aggiustare quello che non funziona”.

Donald Trump, secondo quanto riportato dal  New York Daily News, aveva invece chiesto di parlare con gli agenti newyorkesi, richiesta rifiutata dal capo della polizia di New York, Bill Bratton secondo cui sarebbe solo stata “una photo opportunity”.

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