“Consumi in forte ripresa”, mai così da 5 anni

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A luglio +2,1% su base annua, la variazione più elevata dal 2010. Segnali positivi anche sul lavoro, sono 44mila gli occupati in più nel mese.

Ripresa e fiducia cominciano a consolidarsi. Dopo i dati positivi su Pil e occupazione, certificati dall’Istat qualche giorno fa, arriva un altro dato incoraggiante per la nostra economia: le famiglie italiane hanno ripreso a spendere. A luglio, secondo Confcommercio, i consumi sono aumentati del 2,1% rispetto a un anno fa registrando la variazione più elevata degli ultimi 5 anni. A testimoniare il balzo in avanti è il Centro studi dell’associazione dei commercianti che registra un miglioramento della domanda, sostenuta da un nuovo ciclo di acquisti di beni durevoli, e sottolinea come la spesa degli italiani non avesse avuto un incremento così significativo dal marzo del 2010.
Migliora anche la percezione del clima di fiducia delle famiglie e l’aumento “si inserisce in un contesto in cui quasi tutti gli indicatori cominciano ad assumere una intonazione positiva, consolidando la tendenza alla ripresa dell’economia, che anche se non ha assunto dimensioni particolarmente sostenute, appare oggi meno fragile rispetto a qualche mese fa”.

“La crescita dei consumi è un altro segno che finalmente #italiariparte” scrive su twitter il premier Matteo Renzi”.

Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, la ripresa c’è ma la prudenza è d’obbligo.
“I segni meno ormai sono archiviati – spiega Sangalli – e dopo molti anni di crisi tornare a crescere è difficile, per questo il governo deve trasformare questa ripresa in una crescita robusta e duratura tagliando le tasse su imprese e famiglie a partire dalla cancellazione delle clausole di salvaguardia”. “Bisogna aggredire la spesa pubblica improduttiva – aggiunge – e abbassare le tasse già dal prossimo anno”.

Tornando ai dati, gli aumenti più significativi si sono riscontrati per i beni e servizi per la mobilità (+8,8%) e per i beni e i servizi per le comunicazioni (+5,1%), con risultati che rafforzano il dato positivo già registrato a giugno.Più contenuto è stato l’incremento, su base annua, per i beni e i servizi per la casa (+2,1%), in controtendenza con l’andamento stagnante dei mesi precedenti.

Confcommercio, inoltre, conferma le proprie previsioni per una crescita del Pil dell’1,1% nel 2015 e 1,4% nel 2016.

Infine, a confermare il miglioramento dell’economia italiana sono i dati dell’Ocse secondo i quali l’Italia è il Paese europeo dove la disoccupazione è scesa in modo più marcato a luglio, con una contrazione di 0,5 punti percentuali, al 12%. In termini assoluti, spiega l’Organizzazione internazionale per lo Sviluppo economico, il dato si traduce in 143 mila senza lavoro in meno.

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