Consulta, è flop numero 31. Ma forse la prossima…

Parlamento
L'Aula della Corte Costituzionale durante la prima udienza pubblica con il nuovo presidente Alessandro Criscuolo, Roma, 2 Dicembre 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Non si esclude che nella prossima seduta possano passare Barbera e Modugno

E’ stata fumata nera, la trentunesima. Per l’elezione dei tre giudici costituzionali i giochi non sono fatti e dunque il Parlamento in seduta comune dovrà essere riconvocato a partire da stasera e poi tutti i giorni fino a che non avrà partorito una soluzione.

I votanti sono stati 674, tre gli astenuti, 442 le schede bianche, 51 le nulle. Per Modugno hanno votato 107 parlamentari; 19 per Sisto; 25 per Piepoli; 12 per Barbera.

Difficile anche scrutare nei giochi dei partiti. L’ipotesi in campo vede al centro i nomi di Augusto Barbera, indicato dal Pd, e Franco Modugno, indicato dal M5S, mentre c’è ancora incertezza sul nome di Forza Italia, dopo che Francesco Paolo Sisto aveva ricevuto diverse bocciature nel suo stesso partito e il niet di Cinquestelle.

E’ possibile dunque che si stia cercando un nome nuovo in grado di ricevere i consensi sia di Forza Italia che delle varie anime dei centristi della maggioranza.

Non è da escludere tuttavia che si proceda passo passo, cominciando ad eleggere già nella seduta di domani Barbera e Modugno: sarebbe un segnale di un Parlamento finalmente in grado di adempiere ai propri doveri istituzionali, quel segnale reclamato con forza dal Quirinale.

Al momento però è solo una speranza, e nulla autorizza a dire che il Calvario non debba prolungarsi, anche se sull’elezione dei giudici della Corte Costituzionale il presidente del Consiglio Matteo Renzi è speranzoso: “Ci sono un po’ di blocchi e veti. Penso che saranno risolti nelle prossime ore”.

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