Spiragli sulla Consulta, si punta a compattare i centristi

Parlamento
L'Aula della Corte Costituzionale durante la prima udienza pubblica con il nuovo presidente Alessandro Criscuolo, Roma, 2 Dicembre 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Barbera e Sisto aumentano i consensi e restano nella terna dei candidati per domani. Pitruzzella si ritira, per favorire la ricerca di un nuovo accordo

Dopo la fumata nera di oggi, il passaggio decisivo per l’elezione dei nuovi giudici della Corte costituzionale potrebbe essere il passo indietro di Giovanni Pitruzzella.

Ancora fumata nera. Il Parlamento in seduta comune non è riuscito nemmeno oggi ad eleggere i tre giudici costituzionali, Augusto Barbera (Pd), Giovanni Pitruzzella (centristi) e Francesco Paolo Sisto (FI). Nessuno è riuscito ad ottenere i 571 voti necessari, un quorum molto alto che in mancanza di accordo politico è impossibile raggiungere.

Nel dettaglio, oggi Augustov Barbera ha preso 545 voti (9 in più dell’ultima votazione); Francesco Paolo Sisto 527 (più 16); Pitruzzella 470 (22 in meno); Modugno (votato da M5S) 155 (15 in più); Piepoli (centristi dissidenti) 82 (32 in più).

L’arretramento (l’unico tra le altre candidature) del nome proposto da Scelta civica e Ncd ha reso evidente come fosse difficile continuare a insistere lasciando immutata la terna frutto dell’accordo tra la maggioranza di governo e Forza Italia. E tutti hanno individuato in Pitruzzella l’anello più debole della catena, anche a fronte dell’indagine che lo vede coinvolto a Catania. Domani si proverà a ricompattare allora il fronte centrista – spaccato finora sui nomi del presidente dell’Antitrust e di Gaetano Piepoli – per fare in modo che la ventinovesima seduta comune del parlamento per restituire il plenum alla Corte costituzionale sia finalmente quella buona. Fino alle 19 di domani – ora prevista per l’inizio delle votazioni – il lavorio dei partiti sarà quindi rivolto in quella direzione: dapprima convincere anche i sostenitori di Piepoli a cedere, quindi ricercare un nome condiviso e gradito anche agli altri partiti che dovrebbero votarlo.

Anche perché né il Pd né Forza Italia hanno intenzione di rinunciare rispettivamente a Barbera e Sisto, che vedono anzi aumentare i consensi. E questo sbarra le porte a una possibile intesa con il Movimento Cinquestelle, nonostante ci sia stato un tentativo di ricucire il dialogo, interrotto qualche giorno proprio per il veto espresso dal M5S sui due nomi avanzati dai dem e dai forzisti. Da questo punto di vista, il trascorrere del tempo non ha portato novità: resta il veto, resta la rottura.

Silvio Berlusconi stamattina aveva invece invitato i suoi a votare compatti la terna: “Oggi h.13 (Prima chiama senatori) votazione decisiva tre giudici corte costituzionale. Votare: Sisto-Barbera-Pitruzzella. Presenza obbligatoria. Berlusconi”, si leggeva nell’sms inviato a tutti i parlamentari azzurri. Anche la Lega sembrava sul punto di appoggiare la terna, ma poi ha deciso di votare scheda bianca.

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