Consulta, trentesimo flop. Il Pd cambia gioco, verso un accordo con M5S?

Parlamento
L'Aula della Corte Costituzionale durante la prima udienza pubblica con il nuovo presidente Alessandro Criscuolo, Roma, 2 Dicembre 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Grasso e Boldrini, da domani sera sedute tutti i giorni

Era scontato ma ora è ufficiale: anche la seduta numero 30 ha dato risultati, oggi il Parlamento in seduta comune non è riuscito nemmeno stavolta ad eleggere i tre giudici costituzionali.

Malgrado i lunghi giorni di riflessione e il pressing del Quirinale, la situazione infatti è ancora molto indefinita, tanto che il Pd ha scelto di votare scheda bianca in attesa di nuove intese fra i partiti.

M5S fa sapere che per ora non ci sono novità. Ma le trattative ci sono.

L’ipotesi che sta prendendo corpo ormai da giorni è quella di un accordo Pd-M5S su un ticket di nomi (Augusto Barbera-FrancoModugno) in modo tale da eleggere nelle prossime votazioni almeno due giudici. C’è poi il problema di Forza Italia, finora ferma sul nome di Francesco Paolo Sisto il quale tuttavia non gode del consenso di tutto il suo partito. Per questo negli ambienti parlamentari si fa il nome di Raffaele Squitieri, attuale presidente della Corte dei conti.

Dopo la fumata nera di oggi, Pietro Grasso e Laura Boldrini hanno stabilito che da domani si procederà con convocazioni quotidiane di tutti i parlamentari alle ore 19.

Vedi anche

Altri articoli