Consulta, Mattarella pressa i partiti: “Adesso uno scatto di reni”

Parlamento
epa04772797 Sergio Mattarella, President of the Republic of Italy delivers a lecture, The Case for Europe: the Italian vision, at the London School of Economics in London, Britain 28 May 2015.  EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Il capo dello Stato: “Serve uno scatto di reni”. Si riprende a votare il 14

Una situazione insostenibile. Per 29 volte il parlamento non è riuscito a eleggere i tre giudici costituzionali di sua spettanza, è vero che è successo qualche altra volta ma lo spettacolo è ugualmente indecoroso.

Finora Sergio Mattarella, che fra l’altro è uno dei più grandi conoscitori dei meccanismi parlamentari nonché ex giudice costituzionale, aveva seguito la vicenda con grande discrezione. Ma adesso fa sapere – il virgolettato è di Repubblica – che “in questa situazione, nella fase che stiamo vivendo, bisognerebbe fare uno sforzo. Servirebbe un colpo di reni del Parlamento”. Un colpo di reni per chiudere questa pagina.Nel linguaggio del Presidente – interpretiamo liberamente – significa: “basta”.

Una pagina piena di giochi e giochetti, ripicche e trabocchetti, segreti e bugie. Il perfetto brodo di coltura per i famosi franchi tiratori, che nel segreto dell’urna impallinano e mandano segnali. C’è di tutto, sinistra pd contro Renzi, centristi anti-Alfano, forzisti contro Brunetta, Cinquestelle contro tutti. Ne viene fuori la fotografia di un Parlamento sbrindellato più che in altri tempi. Con deputati e senatori che non rispondono a nessuno e gruppi parlamentari slabbrati.

Ora il capo dello Stato fa pesare tutta la sua autorevolezza perché si rende conto che quando un problema politico diventa un problema istituzionale – come in questo caso in cui la Consulta è zoppa – allora si tratta di intervenire.

Si riprende con le votazioni il 14. I partiti hanno sentito il monito del Quirinale. Ora tocca a loro, anche con uno scatto di fantasia, oltre che di reni.

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