Consulta, l’intesa Pd-M5S supera la prova: eletti i tre giudici mancanti

Politica
L'aula della Camera in seduta comune durante l'elezione dei giudici della Corte costituzionale, Roma, 14 dicembre 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Franco Modugno, Augusto Barbera e Giulio Prosperetti eletti giudici costituzionali grazie all’accordo tra la maggioranza e il M5s

Ci sono volute 32 votazioni e tante settimane di trattative, ma alla fine si è riuscita a sbloccare una situazione che aveva del paradossale. Saranno Franco Modugno, Augusto Barbera e Giulio Prosperetti i tre giudici che completeranno i ranghi della Corte costituzionale. Dopo mesi di trattative, e di fumate nere, l’accelerazione è venuta nella giornata di oggi quando si è interrotto definitivamente il tavolo delle trattative con Fi e si è stretto l’accordo con il M5s.

Il Pd già venerdì aveva abbandonato FI per cercare una intesa con M5S, visto che il capogruppo azzurro Renato Brunetta insisteva su Francesco Paolo Sisto, candidatura sgradita alla minoranza del Pd e non sostenuta da tutta FI. Così nella giornata di oggi si è chiuso l’accordo e finalmente si sono potuti eleggere i 3 giudici. I 3 hanno passato il quorum di 571 voti: Franco Modugno, in quota M5s ha ricevuto 609 voti, Augusto Barbera in quota Pd 581 voti e Giulio Prosperetti che unisce tutto il mondo centrista 585 voti.

“Esprimo grande soddisfazione per il quorum raggiunto dai tre candidati alla Corte. C’e’ stato un grande lavoro del Parlamento in cui e’ stata promossa la proposta avanzata da noi sin dal primo giorno: Barbera, Modugno e un nome espresso dall’area moderata” sono le parole del capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato dopo l’elezione dei giudici. Per il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda ogni ulteriore ritardo nell’elezione “sarebbe stato inaccettabile, vista la funzione di garanzia della Consulta”. Anche da parte del M5s c’è grande soddisfazione e in un comunicato i gruppi parlamentari hanno voluto ribadire che “ancora una volta vince il metodo 5 stelle che ha portato a termine la missione di eleggere alla Consulta personaggi di alto profilo giuridico che sapranno giudicare bene le leggi nel solo interesse ultimo del rispetto della Costituzione”.

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