Consulta: c’è l’intesa Pd-M5S, Forza Italia isolata. Stasera il voto decisivo?

Parlamento
L'Aula della Corte Costituzionale durante la prima udienza pubblica con il nuovo presidente Alessandro Criscuolo, Roma, 2 Dicembre 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Intesa tra maggioranza e M5S su Barbera, Modugno e Prosperetti; abbandonata l’ipotesi Sisto e l’asse con FI

Augusto Barbera, Franco Modugno e Giulio Prosperetti. Questa la terna di nomi per la Corte costituzionale proposta dal Pd al Movimento Cinquestelle, che ha comunicato il proprio assenso ufficiale, in vista della nuova votazione delle Camere in seduta comune, prevista per le 19 a Montecitorio.

La svolta politica è arrivata con la decisione di votare scheda bianca nelle ultime votazioni: uno standby che ha consentito di portare avanti in maniera più serena le trattative, che hanno riavvicinato Pd e Cinquestelle. I Democratici si sono dimostrati disponibili a ‘sacrificare’ il nome di Francesco Paolo Sisto, su cui si reggeva l’asse con Forza Italia, facendo cadere così il veto grillino su Barbera. Uno schema che si è rafforzato ulteriormente questa mattina, dopo lo scontro in aula alla Camera tra il premier Renzi e il capogruppo forzista Brunetta.

Dall’altra parte si è lavorato fino alle ultime ore per provare a compattare il fronte centrista della maggioranza, diviso fin qui tra Area popolare e Scelta civica, da una parte, e Centro democratico-Popolari per l’Italia, dall’altro. Il nome che ha consentito di superare questa divisione sembra essere quindi quello di Prosperetti, già allievo e collaboratore di Leopoldo Elia.

Ora spetterà alle urne dare il responso definitivo. L’asse maggioranza-M5S può contare sulla carta su 642 voti, 71 in più rispetto al quorum minimo di 571. Forza Italia ha già fatto sapere che i propri parlamentari non risponderanno alla chiama. Barbera, già più volte a un passo dall’elezione, e Modugno a questo punto sembrano avere buone possibilità di riuscire già stasera a ottenere il via libera. Per quanto riguarda Prosperetti, invece, bisognerà verificare la tenuta dei centristi. Ma due giudici eletti su tre mancanti sarebbe comunque un risultato che in casa dem considerano più che accettabile, visto che sbloccherebbe uno stallo che si mantiene da troppo tempo e che più volte ha costretto anche il capo dello Stato a intervenire, sollecitando le forze politiche a superare i veti reciproci. Anche per questo i capigruppo del Pd hanno inviato ai propri parlamentari un sms perentorio: “Annullare ogni impegno e missione per votazione decisiva”.

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