Consob, Padoan (per ora) pone fine alle polemiche: “È un’autorità indipendente”

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Italian Economy Minister Pier Carlo Padoan delivers a speech focused on the Greek debt crisis at the Lower House in Rome, Italy, 01 July 2015. Economy Minister Pier Carlo Padoan said Wednesday that Italy did not fear being hit by the crisis in Greece. "We don't fear large-scale repercussions on our economy," Padoan told the Lower House. "The recovery, the consolidation of the public finances and the reforms enable us to absorb any possible shocks".  ANSA/GIUSEPPE LAMI

L’eventuale sostituzione del presidente Vegas avverrà probabilmente solo dopo una riforma di sistema

Il ministro Pier Carlo Padoan pone fine (per il momento) alla tensione tra il governo e il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. “Mi limito a ricordare che la Consob è un’autorità indipendente per legge” ha affermato il titolare di via XX settembre rispondendo in aula alla Camera a un question time sul caso Vegas, replicando alla domanda se il governo intenda rimuovere il presidente della Consob dal suo ruolo.

Padoan chiarisce così la linea di palazzo Chigi dopo l’atteggiamento apparentemente contrastante da parte di due esponenti del governo: da una parte il ministro dell’Interno Angelino Alfano il quale ieri ha difeso l’operato di Vegas osservando come “il governo non può e non deve attaccare le autorità di garanzia”. Dall’altra la linea più intransigente mostrata due giorni fa dal suo collega allo Sviluppo economico, Carlo Calenda, che aveva messo sotto accusa la Consob parlando di “errori gravi” dell’autorità indipendente.

La polemica nasce dopo che la conduttrice di ReportMilena Gabanelli, nell’ultima puntata andata in onda domenica, aveva mostrato un documento con il quale accusava Vegas di aver violato le regole della Consob non informando in maniera adeguata i risparmiatori.

Nei giorni passati anche il viceministro all’Economia Enrico Zanetti aveva messo in mora Vegas. Nel frattempo, però, l’altro vice ministro del Tesoro, Enrico Morando, aveva quasi cercato di difendere Vegas sostenendo che “negli ultimi due anni c’è stata una collaborazione leale tra la Consob e il governo. Dire di più – aveva aggiunto – significherebbe fare un mestiere che non è il nostro”.

Le parole di oggi pronunciate da Padoan provano dunque a riportare più sul bel tempo il barometro dei rapporti tra governo e Consob. Anche perché per il momento potrebbe essere poco tempestivo cambiare i vertici dell’Autorità durante la tempesta che nelle ultime sedute sta intrappolando in una spirale ribassista tutte le Borse mondiali (compresa Piazza Affari): le dimissioni di Vegas, nelle sale mercati internazionali, suonerebbero infatti come una debolezza italiana.

“Prima di prendere una decisione di questo tipo – afferma a La Stampa una fonte autorevole del governo che ha chiesto l’anonimato – è opportuno mettere mano a un riassetto complessivo del sistema”. Che, tradotto, potrebbe significare ridefinire prima i ruoli di Consob e Bankitalia e, di conseguenza, allungare i tempi di un eventuale avvicendamento ai vertici.

Peraltro, in mezzo a questo percorso ci sarebbe il referendum. Anche per questo ieri Alfano, nel difendere la posizione di Vegas, ha parlato di opportunità istituzionale e politica in vista della consultazione di ottobre sulla Costituzione: “In ballo c’è una corretta relazione tra le istituzioni“. La tesi del leader centrista è che “attaccare le autorità indipendenti di garanzia può rappresentare un ottimo argomento per i sostenitori del No alla riforma“, soprattutto di fronte alle obiezioni di alcuni osservatori tecnici e politici, i quali rilevano la debolezza degli organi di garanzia rispetto al rafforzato ruolo dell’esecutivo.

E a confermare un atteggiamento più distensivo del governo, ieri, ancora prima delle parole di Alfano, sono arrivate anche le parole di Calenda che ha cercato di spegnere il fuoco sostenendo di non voler fare polemica con nessuno: “Evito normalmente le polemiche, mi spiace se ne ho provocata una. Ho solo dato un giudizio”.

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