Confindustria, Vacchi e Boccia testa a testa. Domani il voto

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Per i due candidati in corsa si prospetta una sfida all’ultimo voto

Domani sarà il giorno della verità per il mondo degli industriali italiani: si deciderà la designazione del nuovo presidente di Confindustria. Ma la scelta dei 198 elettori che compongono il Consiglio generale di viale dell’Astronomia, a poche ore dal voto, appare tutt’altro che scontata. Tanto che i candidati rimasti in corsa rivendicano entrambi la possibilità di vincere la sfida. Da una parte il bolognese Alberto Vacchi, industriale metalmeccanico alla guida dell’Ima e leader degli imprenditori felsinei, dall’altra il salernitano Vincenzo Boccia, considerato il candidato più interno alla struttura associativa, alla guida di una piccola azienda grafica.

Per vincere servirà il consenso del 51 per cento dei votanti, ma la partita rimarrà aperta fino all’ultimo. Anche perché il voto è personale e il segreto dell’urna è sempre dietro l’angolo, pronto a ribaltare qualsiasi pronostico. Basti pensare come andò l’ultima elezione, quando Giorgio Squinzi vinse per soli 11 voti sul rivale Alberto Bombassei, nonostante i rumors lo dessero favorito con un numero decisamente più alto di consensi (tra gli altri, Scaroni all’ultimo spostò i voti dell’Eni da una parte all’altra).

Sarà dunque una sfida all’ultimo voto, ma soprattutto risulterà decisivo l’appoggio di alcune personalità capaci di influenzare la scelta dei grandi elettori (i 198 del Consiglio nazionale). Se da una parte, infatti, a spingere per l’elezione di Boccia, che si muoverà nel segno della continuità, c’è Emma Marcegaglia, la Piccola Industria, gran parte del Sud e i Giovani imprenditori, dall’altra Vacchi può contare sull’appoggio di Gianfelice Rocca e della sua Assolombarda e, stando ai rumors, dei già presidenti Luca Cordero di Montezemolo e Antonio D’Amato.

Ci sono poi i pacchetti dei voti degli altri due candidati usciti di scena, Aurelio Regina e Marco Bonometti, che spingeranno nella stessa direzione: entrambi infatti hanno scelto di appoggiare Vacchi. Sarà inoltre importante capire come si orienteranno i voti delle aziende pubbliche: Ferrovie, Poste, Eni ed Enel.

La votazione decisiva inizierà alle 10 del mattino, con due ‘chiame’ nominali simili a quelle del Parlamento, che dovrebbero andare avanti per un’ora e mezzo circa. Poi scrutinio palese e applauso al primo che raggiunge la maggioranza, fissata attorno a quota 100.

Assemblea del 25 maggio
Anche se da domani rimarrà un solo candidato, l’elezione ufficiale del nuovo presidente degli industriali avverrà il prossimo 25 maggio, in assemblea privata, quando ad esprimersi per confermare (o smentire) la designazione di domani sarà una platea diversa: a votare saranno in poco più di 1.400. Prima di quella data, il 28 aprile, il leader designato dovrà presentare la sua squadra di presidenza, con il numero dei vicepresidenti ridotto a sei, come prevede la recente ‘riforma Pesenti’ del sistema associativo degli industriali.

Le sfide del nuovo presidente
Le sfide che attendono il vincitore sono tante: dalla riconquista di un ruolo primario sui tavoli con il governo, alla definizione di nuove relazioni industriali con i sindacati, dal destino del Sole 24 Ore in un’epoca di aggregazione tra le principali testate italiane (si parla di una possibile fusione con il Corriere della sera) fino al rinnovamento interno, che non sembra essersi esaurito con l’ultima riforma. Per quanto riguarda l’impatto sul governo, entrambi i candidati dovrebbero essere dialoganti, forse ostili su qualche singolo provvedimento, ma senza operazioni ambiziose e senza contrastare pregiudizialmente palazzo Chigi.

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