Errani: “Non sarò un commissario calato dall’alto” 

Terremoto
Foto IPP/Simona Caleo Roma 23/10/2009 Palazzo Chigi, conferenza stampa conclusiva del Tavolo Governo Regioni nella foto il Presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani Italy Photo Press - World Copyright

L’ex governatore dell’Emilia Romagna: “Non avrei mai accettato un incarico in chiave di dialettica tra maggioranza e minoranza nel Pd. In questa fase sarò un uomo delle istituzioni”

La prima cosa che farà Vasco Errani sarà andare nel cratere, nelle zone colpite dal sisma. Oggi sarà nel Lazio e nelle Marche e domani in Umbria e in Abruzzo per “vedere e capire”. Questa la priorità del nuovo commissario straordinario per la ricostruzione, un commissario non “calato dall’alto” ha assicurato in conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, i presidenti delle Regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo Zingaretti, Ceriscioli, Marini, D’Alfonso.

“Per me è fondamentale il territorio, i sindaci, sistemi istituzionali (volontari e cittadini), le regioni, il governo”. Una ricostruzione in sinergia con i territori, quindi, senza modelli prestabiliti ma che si fondino sulle peculiarità delle zone colpite: “Non esiste un modello, è stolto pensare a un modello Emilia o a un modello Friuli”, ha detto Errani, ma è importante “vedere i limiti e gli aspetti positivi di questi modelli e basare tutto su modello territoriale”. Bisogna “ridare qualità al sistema: questa è la mia missione, la unica ed esclusiva mia missione. Tutte le decisioni che prenderemo – ha evidenziato l’ex presidente della Regione Emilia Romagna – saranno prese in sintonia con il sistema istituzionale”.

“Per me – ha aggiunto Errani – questa è una squadra. Non assumerò mai una decisione da solo e sarò il più presente possibile in quei territori. La struttura la decideremo e costruiremo in rapporto alle necessità che vedremo”.

Errani non spiega nel dettaglio cosa andrà a fare, proprio perché, come ha detto da subito, prima dovrà “vedere e capire”, ma due cose sono certe: il primo atto e il primo impegno del commissario straordinario. “Il primo atto sarà costituire un luogo istituzionale nel quale discutere le scelte per la ricostruzione. Il primo impegno sarà la trasparenza. Le regole e i controlli, costruendo un sistema chiaro, leggibile e meno burocratico possibile, sapendo che la collaborazione con tutte le parti servirà per assicurare un impianto in grado di lavorare bene”.

E a chi gli chiede se la sua è una nomina che serve a mettere a tacere le tensioni interne al Partito democratico, Errani risponde: “Tanta gente mi conosce; non avrei mai accettato un incarico in chiave di dialettica tra maggioranza e minoranza nel Pd. E questo non l’ha mai pensato nemmeno il presidente del Consiglio o qualcun altro. Ora non sono uomo del Pd ma un rappresentante delle istituzioni. Chi ha vissuto terremoto prima di altre cose viene la credibilità di una persona che vive quel problema e il problema delle persone coinvolte. Non uscirà alcuna posizione politica finché farò questo lavoro. Starò lontanissimo dalle polemiche. Pagherò un prezzo? Lo pagherò, ma a me interessa rispondere a quelle comunità e al governo e alle istituzioni che mi hanno dato questo incarico”.

“Le qualità di amministratore pubblico di Vasco Errani sono fuori discussione – ha commentato il sottosegretario Claudio De Vincenti -. Tutti sappiamo che ha dato prova sul campo di grande competenza quando è stata colpita la sua regione l’Emilia, insieme alla Lombardia e al Veneto. Il Cdm – ha detto ancora il sottosegretario – ha immediatamente fatto propria la proposta del presidente del Consiglio, d’accordo con i presidenti delle regioni colpite dal terremoto”.

Una “scelta condivisa sia nei tempi che nella persona”, ha confermato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: “Ha un alto valore simbolico il fatto di poter contare su un’alta figura commissariale a pochi giorni dal sisma. Ed è importante che la fase dell’emergenza sia intrecciata e vissuta come uno dei momenti della ricostruzione, senza divisioni e senza i due tempi”, quello dell’emergenza e quello della ricostruzione. Insomma, una persona di “grande autorevolezza ed esperienza – secondo Zingaretti – non solo come amministratore ma anche come persona impegnata, anche se in modo diverso, nella ricostruzione post-sisma. Una garanzia di rapporto con i Comuni e con i cittadini, fondamentale per la fase della ricostruzione”.

“Sin dall’inizio abbiamo parlato di fasi successive – ha dichiarato Fabrizio Curcio -: la gestione dell’emergenza immediata ha un breve respiro, ma già la fase dell’assistenza necessita di una serie di decisioni che poi avranno ricadute anche sulla ricostruzione. Aver già individuato una figura di riferimento quale quella del commissario ci consente di operare delle scelte con una prospettiva futura. È una nomina che non potrà che aiutarci”.

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