Conferenza di Roma, ore decisive per il futuro della Libia

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Si è aperta oggi a Roma la Conferenza internazionale sulla Libia, presenti anche i delegati di Tobruk e Tripoli.

Si è aperta oggi a Roma la Conferenza internazionale sulla Libia.

L’obiettivo del vertice, convocato e copresieduto dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni e dal Segretario di Stato americano John Kerry, è quello di ottenere un ampio consenso sull’operazione Onu di formazione di un governo di unità nazionale.

La situazione di instabilità politica in Libia preoccupa non poco la comunità internazionale, che si è mossa per pacificare la zona e per arginare l’avanzata dell’Isis.

In questo momento, nella regione libica, coesistono due parlamenti rivali: quello di Tripoli sostenuto dalle milizie islamiche e i Fratelli Musulmani, che hanno preso il controllo della capitale nell’agosto del 2014 e sono guidati da Khalifa al Ghwell, il primo ministro nominato dal congresso nazionale generale.

A Tobruk invece, nella costa orientale del paese vicino al confine con l’Egitto, c’è la sede del parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale, che è stato eletto l’anno scorso.

Nonostante sia sostenuto, esternamente, anche da Egitto e dagli Emirati arabi Uniti, questo esecutivo controlla solo una piccola parte del territorio nazionale. Il patrimonio e le istituzioni finanziarie principali restano nelle mani delle autorità di Tripoli.

Da qui l’esigenza di trovare un accordo tra le due fazioni, accordo che è stato finalmente trovato e verrà siglato in Marocco il prossimo 16 dicembre.

Dal vertice in corso a Roma arriverà un appoggio unanime al governo di unità nazionale “perché” come ha anticipato il francese Harlem Desir, segretario di Stato per gli Affari europei, “non accetteremo che il caos politico per la presenza di due parlamenti faccia prosperare Daesh e altri gruppi terroristici che rappresentano una minaccia per la regione, per i Paesi vicini come la Tunisia, per l’Europa”.
Per questo, oggi a Roma “la comunità internazionale, i Paesi arabi, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu si esprimeranno all’unanimità a sostegno del governo libico di unità nazionale”. L’appello viene quindi rivolto a “tutte le componenti del governo e della società libica”, perché puntino su “sicurezza, rilancio economico, servizi alla popolazione, lotta al traffico di esseri umani, lotta al terrorismo”.

 

 

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