Conferenza di fine anno, Renzi: “Se perdo referendum istituzionale, considero fallita la mia esperienza politica”

Governo

Video e live blogging del discorso di fine anno del presidente del Consiglio

La conferenza si è conclusa alle 14.

I due Marò verranno “giudicati da un tribunale internazionale, non da un tribunale indiano” e sarà il tribunale internazionale a decidere”. “Avrei preferito altre soluzioni per le prime giornate” dagli eventi. “Dal nostro punto di vista quello che possiamo fare è stato fatto e continuerà ad essere fatto”.

La legge di Stabilità “non è una legge di mancette o marchette ma una legge che ridà fiducia agli italiani”.

“L’europa cresce meno del previsto, perché ha scelto una politica economica sbagliata”. La strada giusta sono “flessibilità, crescita e investimenti” perché “di sola austerity, un continente muore“.

“Il tema dell’amnistia non credo che sia all’ordine del giorno nel dibattito politico italiano” e il tema “non è sul tavolo”

“A Roma si va a votare nel 2016, intorno al 10 giugno“, nessun rinvio. Sarebbe “allucinazione”

“Quando si parla di pensioni bisogna essere molto seri. Se ci saranno da fare interventi sulle pensioni d’oro, sarà fatto

Non non ci sarà nessun rimpasto” di governo. “Se ci sarà bisogno, come è naturale che sia” visto che “manca ancora qualche casella al governo, le copriremo, ma non ci sarà nessun rimpasto”.

“Interventi unilaterali, che poi sono diventati multilaterali, in passato non hanno funzionato e non se ne vede la necessità”.  (In merito alla situazione in Libia)

“Abbiamo rispettato tutte le regole europee. L’Italia non chiede sconti, non chiede saldi, non è al discount, ma chiede che le regole europee valgano per tutti”.  “C’è un solo Paese che non ha rispettato il 3% quando ha fatto la riforma del lavoro: è la Germania”. (commentando la richiesta di flessibilità sul bilancio pubblico)

Se perdo il referendum istituzionale considero fallita la mia esperienza in politica

Primarie a Roma e Milano, nessuna paura di perdere le amministrative”. Anche a Napoli ci sarà un passaggio delle primarie, “credo il 6 marzo”. Quanto alle alleanze sui territori, “prendiamo atto che Sel e Sinistra Italiana non vogliono più stare con noi, ma il Pd non si preoccupa delle caselline o casacchine, ma sceglie i candidati migliori, come a Cagliari dove riconfermiano Massimo Zedda” anche se non è del Pd, “e nelle altre città benvenuti gli alleati se vorranno partecipare alle primarie, altrimenti le faremo noi”.

“Noi abbiamo rispetto di tutti e non abbiamo paura di nessuno. Il Pd governa più territori di quanti abbia mai fatto”. “Il Pd non espelle i senatori che non piacciono” (rispondendo ad una domanda sul M5S).

“Il 2016 non può che essere l’anno chiave sulle unioni civili”. “Spero che il dibattito che si aprirà al Senato a fine gennaio sia il più aperto possibile”. “Non è un provvedimento sul quale il governo immagina di inserire la fiducia. Bisognerà lasciare a tutti libertà di esprimersi”.

“Io credo che non ci siano rischi sistemici. Se ci saranno altri casi di rischio, seguiremo le regole europee”. “La vicenda delle quattro banche è una vicenda più circoscritta di quanto non sia stato raccontato”. Tuttavia “chi ha subito un danno perché è stato truffato, deve sapere che saremo al suo fianco e faremo di tutto perché possa avere indietro quello che ha perso”. (In merito alla vicenda delle quattro banche salvate, tra le quali Banca Etruria e Banca Marche).

Per quanto riguarda il sistema bancario “non c’è un rischio sistemico in Italia, ma c’è un problema sulla trasparenza”. “Non cambierei le banche italiane con quelle di altri paesi”. Le banche italiane sono molto più solide” di tante banche europee “.

“Per me i sondaggi non sono un problema, non mi interessano ma sono convinto che noi vinceremo alle prossime politico del 2018 al primo turno“. In base ai sondaggi, ha poi ricordato, nel 2014 il Pd se la giocava con i 5 stelle ma poi i dem hanno toccato il 40,8% e i grillini sono rimasti al 20% dei sondaggi. “E non si dimentichi che ho preso un Pd che era al 25%”, ha aggiunto.

“Siamo passati da piove governo ladro a non piove governo killer”, ma l’Italia “ha ridotto le emissioni ultimi 25 anni, non è merito del governo Renzi, di almeno un quarto rispetto al 1990. Non tutti Paesi europei hanno fatto la stessa cosa”.

“Non commento la strumentalizzazione dei morti, che ormai è uno sport a cui ci stanno abituando alcune opposizioni”. (In merito al blog di Beppe Grillo in cui si accusa il governo di essere colpevole delle morti per inquinamento, anche manipolando i dati).

“Quando hai fato questo ruolo dopo lasci: per me dunque questo sarà l’ultimo incarico pubblico, come è naturale che sia”.

“Il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori“.

In Italia c’è un “indice di fiducia spaventosamente alto: quello dei consumatori è a quota 117,6 mentre un anno fa era a 97,4″. Si tratta di “20 punti” di differenza e mostra un “paese che si sta rimettendo in moto”.

“Tutto questo non significa che va tutto bene. Significa che c’è molto da fare” ma per il 2015 penso ad un titolo “Politica batte populismo, 4 a 0:  elezioni del Presidente della Repubblica, Riforma costituzionale, questione dell’immigrazione e Buona scuola”.

Sul ruolo dell’Italia in politica estera: “Noi eravamo alla finestra a Vienna non toccavamo palla, nell’incontro sull’ Iran l’Italia non c’era” ora “a Vienna si riuniscono gli stessi paesi più uno, cioè l’Italia”.

L’11 gennaio riprende l’iter delle riforme, “immaginiamo il referendum a ottobre 2016 e lì saranno i cittadini a dire se quelle riforme sono state imposte dall’alto o se le approveranno”.

L’approvazione della legge elettorale “è stato un capolavoro parlamentare”.

Con il Jobs Act “Ora ci sono più tutele e più posti di lavoro e dico: non basta, non sono soddisfatto, lo sarò quando l’Italia tornerà ad avere il ruolo di leadership”

“Nel 2015 abbiamo approvato il Jobs Act, il tasso disoccupazione è sceso al 13,2%”.

“Si diceva che l’Italia era in stagnazione perenne: se guardiamo dati vediamo che torna il segno più e si torna a crescere: era previsto lo 0,7% e siamo allo 0,8″.

Il 2015 “è stato un buon anno. Ha visto in alcune delle principali sfide un segno che torna positivo“.

 

Vedi anche

Altri articoli