Con I-Olive arriva la digitalizzazione della qualità

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L’applicazione registra in tempo reale le valutazioni degli assaggiatori garantendo l’irreversibilità e la tracciabilità delle informazioni

Dall’agricoltura continuano a venire novità positive. Non solo la tenuta alla crisi, il ritorno dei giovani alla terra ma tante innovazioni.
L’ultima l’abbiamo raccolta a Pescia nel Pistoiese dove la Coldiretti ha premiato con l’Oscar Green, dedicato agli agricoltori under 40, due giovani: Pietro Barachini, l’erede di una storica azienda che da cento anni produce piante di olivo certificate e Dario Granchi un ingegnere che si dedica allo sviluppo di software.

Tutto è nato per la partecipazione di Pietro nel Panel di assaggio dell’olio di Firenze. È uno dei tanti luoghi dedicati a costruire la seconda gamba della certificazione dell’olio extravergine di oliva. Accanto all’analisi chimica si valutano le proprietà organolettiche che gli “assaggiatori” trascrivono da sempre su appositi moduli. Pietro e Dario hanno pensato di sostituire la carta con l’ I-Pad digitalizzando le informazioni in tempo reale. Hanno chiamato questa applicazione I-Olive avviando la fase sperimentale. Il metodo è stato testato dal Panel di Assaggio di Firenze guidato dalla dott.ssa Marzia Migliorini. È arrivata la certificazione di ACCREDIA , un organismo che certifica le analisi di laborarorio. Insomma il sistema funziona. Le ricadute potrebbero essere importantissime. Infatti uno dei nodi che si è cercato di affrontare con il Piano Olivicolo Nazionale varato da pochi mesi dal parlamento è proprio quello della qualità e dell’etichettatura. Ovvero della precisa definizione dell’origine del prodotto.

I-Olive potrà dare un grande contributo se verrà preso in considerazione. La Regione Toscana già lo ha fatto e presto il confronto si allargherà ulteriormente. Infatti la registrazione in tempo reale delle valutazioni degli assaggiatori associate con utente, data e ora , depositate in un server garantiranno la irreversibilità e la tracciabilità delle informazioni. Al tempo stessi si avvierà una raccolta sistematica dei dati che permetterà il monitoraggio della produzione, della qualità e dell’origini.
Un ulteriore passa in avanti per vivere la globalizzazione senza subirla.

 

(Nella foto Pietro Barachini e Roberto Moncalvo (presidente nazionale coldiretti) ad Expo 2015 dopo la premiazione di iOlive)

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