Bologna, con Bugani il M5S sdogana la candidatura d’apparato. Ed è polemica

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La candidatura di Bugani come candidato M5S a Bologna è stata decisa da Grillo e Casaleggio senza né primarie né consultazioni online

Senza primarie e senza consultazioni on line, Massimo Bugani è il candidato sindaco M5S scelto per Bologna dal duo Grillo&Casaleggio. Una decisione calata dall’alto (non a caso Bugani è tra i fedelissimi di Grillo) che non lascia spazio a fraintendimenti. Così Bugani ospite a “Otto e mezzo” ribadisce: la questione del candidato sindaco M5s a Bologna è “assolutamente chiusa”. Insomma se qualcuno doveva farsi avanti doveva farlo prima.

Eppure ci sono ben 75 iscritti e militanti grillini che, in una lettera aperta, hanno chiesto una consultazione che elegga il candidato sindaco di Bologna per il Movimento 5 stelle. Bugani, però, ignora tutto e tutti e va avanti per la sua strada chiarendo che il percorso della sua candidatura è partito da tempo, “da maggio”, ci sono stati “31 incontri” in cui è stata presentata la “nostra candidatura, una proposta forte” e soprattutto “è emerso che era l’unica” e aggiunge definire i firmatari come attivisti, “è una parola grossa”.

A mettere, inoltre, in discussione la candidatura di Bugani è Lorenzo Adraghetti, ex collaboratore del deputato Paolo Bernini, già consigliere di quartiere e candidato sia alle Parlamentarie del 2013 sia alle selezioni per le Europee. Per Andraghetti “Bugani è il candidato della dirigenza M5S” e “non ha i numeri per competere a Bologna”.

Per i militanti quello che sta accadendo “è in contrasto con i valori del movimento, con i principi del ‘non statuto’ e con quanto affermato finora dai parlamentari, e da Grillo e Casaleggio”.

Nel mirino dei firmatari dell’appello sono gli articoli 4 e 7 che sarebbero violati ove non ci fosse una consultazione. “Non c’è stato alcun momento ufficiale di condivisione con gli attivisti e i cittadini nella scelta della squadra che si presenterà alle elezioni amministrative 2016. Se i candidati sono espressione della Città metropolitana e il futuro sindaco di Bologna sarà anche Presidente della Città metropolitana, sarebbe auspicabile che tutto il territorio fosse interessato nelle procedure decisionali”.

I firmatari provengono da diversi comuni del bolognese, fra cui la stessa città di Bologna, San Lazzaro, Loiano, Castel Maggiore, Budrio, San Pietro in Casale, Pianoro, Minerbio e San Giorgio di Piano.

Ma i vertici del M5S tirano dritto e senza ascoltare la propria base hanno ribadito il concetto che Bugani non si tocca, pubblicando persino un post dal titolo “Elezioni comunali repetita iuvant” in cui si spiega che una lista per presentarsi deve ottenere la certificazione: “Una lista non esiste se non è certificata – viene scritto -. Chiunque accrediti una lista non certificata a nome del M5S verrà diffidato”. Alla faccia della democrazia dal basso.

 

 

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