Comunità Lgbt (e non solo) in piazza: “Con più diritti la società è migliore”

Diritti
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Parla Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno: “Non facciamo lotte contro qualcuno a differenza di altri che organizzano eventi contro di noi”

Oltre 100 piazze in tutta Italia e tantissime adesioni da associazioni, rappresentanti politici, persone del mondo dello spettacolo e della cultura per manifestare sabato 23 gennaio a favore dei pieni diritti delle coppie omosessuali e delle loro famiglie. Renzi, in un’intervista a Rtl, ha detto che “i ministri sono liberi di andare a tutte le manifestazioni che vogliono, al Family Day come alle iniziative promosse dalla comunità Lgbt”.  Ma le persone più attese sono i tantissimi cittadini, gente comune che attraverso i social e non solo ha voluto sostenere e aderire alla manifestazione “Svegliati Italia. È ora di essere civili” (#svegliatitalia) organizzata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit-Movimento identità transessuale a cui si aggiungono, per l’evento nella Capitale, il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e Gay Center.

A Roma l’appuntamento è al Pantheon a partire dalle 15, ma gli eventi si svolgeranno con modalità e orari diversi su tutto il territorio nazionale. “Non ci aspettavamo di ottenere questo risultato e così tante adesioni” commenta la presidente di Famiglie Arcobaleno, Marilena Grassadonia, parlando anche della partecipazione di “sigle per noi molto importanti” come Amnesty, Cgil, Uil, Arci, Uuar, Coord Genitori Democratici, Rete Studenti Medi, Unione degli Universitari, Legambiente e tante altre.

Una delle immagini della campagna pubblicata dalla pagina Facebook https://www.facebook.com/condividilove/

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“Questa – dichiara la presidente di Famiglie Arcobaleno – è una scommessa vinta, perché noi puntavamo a raggiungere due obiettivi fondamentali e ci siamo riusciti. Innanzitutto volevamo coinvolgere la società civile e convincerla del fatto che una società con più diritti è una società migliore per tutti. E poi volevamo essere presenti su tutto il territorio nazionale perché non ci poniamo come ‘contropiazza’ di nessuno, non facciamo lotte contro qualcuno a differenza di altri che organizzano eventi contro di noi. Il nostro obiettivo è quello di fare cultura e giusta informazione e il fatto di essere in tante piazze è importante perché le persone che vogliono conoscerci possono farlo semplicemente andando sotto casa”.

L’Associazione Famiglie Arcobaleno, in particolare, ha un motivo in più per essere in piazza sabato. Un motivo legato, tra l’altro, alla stretta attualità parlamentare: il nodo della stepchild adoption previsto nel ddl sulle unioni civili e che sta dividendo il Parlamento. “Sul tema è stata fatta una grandissima confusione. Il ddl Cirinnà, invece, è molto chiaro: l’articolo 5 propone la stepchild adoption, cioè la possibilità per noi genitori non biologici di adottare quelli che già sono i nostri figli in realtà, ma che giuridicamente sono solo figli del nostro partner. Dietro questo articolo non ci sono scorciatoie o corsie preferenziali; è un articolo che prova a tutelare bambini che esistono, cittadini minori di questo Paese, e che attualmente sono discriminati anziché tutelati”.

Per l’associazione il ddl e in particolare l’articolo 5 rappresentano “un primo passo” verso l’uguaglianza completa. “Noi chiediamo il matrimonio egualitario, la possibilità di riconoscere i nostri figli fin dalla nascita e l’adozione piena”, spiega Grassadonia. La stepchild adoption prevista nel testo sulle unioni civili, infatti, è “un’adozione in casi particolari che non crea legami pieni tra il bambino e la famiglia”. Il legame giuridico, se il testo diventasse legge, sarebbe solo tra figlio non biologico e il genitore che adotta. Restano fuori, ad esempio, i nonni o gli altri fratelli partoriti da chi sta adottando. “Si crea quindi una relazione giuridica solo tra due persone, ma se io morissi – spiega ancora la presidente di Famiglie Arcobaleno -, il mio figlio non biologico non potrebbe ereditare dai miei genitori direttamente, quindi comunque è un’adozione discriminante. Questo è quello che in questo momento la politica ci può proporre e quindi chiediamo almeno di approvare questo ddl, si tratta di definire una realtà che di fatto già esiste: la società in questo momento è molto più avanti rispetto alla politica”.

 

(Le immagini sono tratte dalla pagina Facebook https://www.facebook.com/condividilove/ )

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