Antimafia, ecco i 14 candidati impresentabili e i motivi

Amministrative
La presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, a margine della presentazione del libro di Isaia Sales "Storia dell'Italia mafiosa", Napoli, 02 dicembre 2015.
ANSA/CESARE ABBATE

Droga, detenzione di armi, tentata estorsione: questi alcuni dei reati commessi dai nomi individuati nelle liste

La commissione parlamentare antimafia ha presentato l’esito dello screening delle liste in vista delle comunali del 5 giugno. Lo studio ha riguardato circa 4 mila candidati e ha coinvolto anche le attività di prefetture, Dia e caserme dei carabinieri. Alcuni nomi presenti nelle liste risultano incandidabili per la legge Severino e altri contigui a cosche mafiose.

I comuni posti sotto osservazione sono stati: Roma, Sant’Oreste e Morlupo (entrambi a Roma), Battipaglia (Salerno), Trentola Ducenta e Villa di Briano (Caserta), Scalea (Cosenza), Ricadi e Joppolo (Vibo Valentia), Badolato e San Sostene (Catanzaro), San Luca e Platì (Reggio Calabria), Finale Emilia (Modena), Diano Marina (Imperia).

I candidati ‘impresentabili’ individuati sono stati quattordici, in gran parte appartenenti a liste civiche, ma nella Capitale anche due della Lista Storace. Otto di questi hanno presentato “autocertificazioni mendaci” (ben sette a Battipaglia, uno a Scalea), mentre a San Luca ancora una volta non sono state presentate le liste e a Joppolo “c’è un’intricata vicenda tra scioglimenti, ricorsi e situazioni penali del sindaco”.

Battipaglia: Carmine Fasano, Daniela Minniti, Lucio Carrara, Francesco Procida, Bartolomeo D’Apuzzo e Demetrio Landi sono incandidabili per false dichiarazioni, mentre Giuseppe Del Percio potrebbe essere sospeso una volta eletto per la legge Severino (condannato in primo grado per violazione delle norme sugli stupefacenti).

Roma: nel sesto municipio sono incandidabili Antonio Carone (lista Viva l’Italia con Tiziana Meloni, otto condanne definitive di cui una per ricettazione), Domenico Schioppa (Iorio sindaco, arrestato in flagranza e poi condannato per detenzione di armi), Antonio Giugliano (Lista Storace – Marchini sindaco, condannato in primo grado per diversi reati tra cui tentata estorsione), Fernando Vendetti (Lista Storace – Marchini sindaco, condannato in primo grado per tentata estorsione).

Scalea: Carmelo Bagnato è incandidabile (condannato a due anni per bancarotta fraudolenta).

San Sostene: se eletto, Alessandro Codispoti rischia la sospensione ai sensi della legge Severino, in quanto già condannato in primo grado per detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti al fine di cessione a terzi.

Andrà invece regolarmente al voto Platì, nonostante “dal 1900 – ha spiegato la presidente della commissione, Rosy Bindi – il comune è stato sciolto ben 15 volte e oggi si vota con due liste civiche tutte formate da candidati legati ad amministrazioni precedenti, che hanno provocato lo scioglimento”. Una situazione difficile, che ha determinato la decisione del Pd di non presentare la candidatura precedentemente annunciata di Anna Rita Leonardi.

Vedi anche

Altri articoli