Compie 60anni John Lydon, frontman dei Sex Pistols e dei P.I.L.

Musica
Schermata 01-2457419 alle 14.48.13

Tanti auguri al Johnny Rotten dei Sex Pistols, alla ribalta della scena punk e poi fondatore dei P.I.L. Lo festeggiamo proponendovi 5 brani storici della sua carriera

Quattro singoli e un album, Never Mind the Bollocks. Tanto è bastato ai Sex Pistols per disegnare i contorni di un genere musicale che, se non inventato di sana pianta, hanno contribuito a sdoganare nell’immaginario collettivo: il punk, nella sua forma riconosciuta e ripresa da molti gruppi successivi, è stato forgiato dalla band di John Lydon, allora chiamato Johnny Rotten.

Brani come Ananrchy in the U.K. esprimono l’essenza contraddittoria della band: una vena distruttiva e nichilista che non può fare a meno, per esprimersi, di passare attraverso dei canali di massa, salendo alla ribalta del mondo del rock, grande catalizzatore e normalizzatore degli eccessi, di cui si nutre per potenziarsi. Questo paradosso musicale, che si traduce in una sorta di impossibilità costitutiva, perfino di portare alle estreme conseguenza la volontà di negazione della band, si traduce in un suono che mescola melodia e rumore, in un equilibrio sguaiato ma cantabile: anch’esso ai limiti del contraddittorio.

Qui di seguito tre dei manifesti più rappresentativi di Never Mind the Bollocks: Anarchy in the U.k, God Save the Queen e Pretty Vacant. Tra riff micidiali e gli anatemi di Rotten, che si proclama l’Anticristo portatore della profezia del “NO FUTURE”, questi brani gettano le coordinate sonore per una moltitudine di sottogeneri musicali che emergeranno dagli anni ottanta in poi.

 

 

 

Una volta conclusasi l’esperienza dei Sex Pistols, Lydon darà vita ai P.I.L. (Public Imagine Limited). Formazione che, per opportunità e contesto storico, non potrà incidere quanto la precedente nell’evoluzione della storia del rock, ma che rappresenta un deciso passo in avanti del nostro sotto il punto di vista della sofisticazione musicale. Tra le realtà più rappresentative della new wave, i P.I.L. codificano un personalissimo dark punk, non immune a contaminazioni con molteplici generi, quali il funk, il dub o la psichedelia. In alcuni brani questa formula sonora passa attraverso il pop, dando vita a delle canzoni dal buon riscontro commerciale, come questa irriverente This is not love song o la successiva, riconoscibilissima, Rise.

 

 

Vedi anche

Altri articoli