Come sarà la nuova Rai con la riforma Renzi

Riforme
Quarantaquattro tra funzionari e dirigenti di Rai, società del gruppo Mediaset, La7 e Infront sono indagati a Roma nell'ambito di un'inchiesta sull'affidamento di lavori e servizi in cambio di utilità come soldi e assunzioni. La Guardia di Finanza sta eseguendo 60 perquisizioni, Roma, 17 Giugno 2015. ANSA/ FABIO CAMPANA

Dall’amministratore delegato al nuovo cda: cosa prevede il testo che arriverà in aula al senato la prossima settimana

La prossima settimana arriverà in aula a palazzo Madama la riforma della Rai, che ieri ha ottenuto il via libera bipartisan in commissione. Il testo, modificato rispetto a quello proposto dal governo per venire incontro alle richieste dell’opposizione, interviene sulla governance dell’azienda pubblica radiotelevisiva. Ecco i principali cambiamenti rispetto all’attuale legge Gasparri.

 

Consiglio d’amministrazione

OGGI – È composto da 9 membri: 7 eletti dalla commissione parlamentare di vigilanza e 2 nominati dal Tesoro (uno dei quali è il presidente)

DOPO LA RIFORMA – I membri diventeranno 7: 2 eletti dalla Camera, 2 dal Senato, 2 nominati dal governo, 1 dai dipendenti dell’azienda. Il presidente è eletto dal cda e confermato dai 2/3 dei componenti della commissione di vigilanza.

 

Il nuovo amministratore delegato

OGGI – Il direttore generale è indicato dal governo e nominato dal cda: partecipa al cda ma non vota.

DOPO LA RIFORMA – Si introduce la figura dell’amministratore delegato. È indicato dal governo e nominato dal cda: fa parte dello stesso cda e vota.

 

I poteri

OGGI – Il cda nomina, su proposta del direttore generale, direttori di rete, di testata e di canale. Il dg firma i contratti aziendali fino a 10 milioni solo con l’assenso del presidente.

DOPO LA RIFORMA – L’amministratore delegato nomina direttori di rete, di testata, di canale e dirigenti di seconda fascia. Il cda esprime solo un parere, che è obbligatorio ma non vincolante. Solo per i direttori di testata, il parere diventa vincolante se sono contrari alla nomina i 2/3 dei componenti del cda (5 su 7). L’amministratore delegato firma autonomamente contratti fino al valore di 10 milioni.

 

Le deleghe

La legge di riforma consegna al governo due deleghe:

1. per la riforma del canone per il servizio pubblico e per la riforma del finanziamento alle tv locali;

2. per il riordino e la semplificazione delle norme su Rai, servizio pubblico e sistema dei media.

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