I Radicali e il radicale Giachetti

Roma
Il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti durante la presentazione del libro "Il Parlamento: biografia non autorizzata" di Giovanni Innamorati, Roma, 17 giugno 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Già formato un comitato di sostegno, mentre secondo il segretario Magi “Giachetti non ha bisogno di un semplice e incondizionato appoggio”

“La candidatura giusta al momento giusto”. Così il radicale Valter Vecellio definisce la candidatura di Roberto Giachetti per Roma, una candidatura pubblicamente sostenuta con il Comitato di radicali per Giachetti Sindaco nato pochi giorni fa e che vede tra i promotori lo stesso Vecellio, oltre a Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Sergio D’Elia, Antonio Cerrone e altri.

Una parte del Partito radicale si schiera pubblicamente con uno dei suoi “figli”: “Roberto lo conosco da quando aveva i calzoni corti”, dice Vecellio parlando di Giachetti, iscritto al partito da quando aveva 18 anni. “E’ nato da noi ed è uno di noi – aggiunge -, quindi sono contento della sua candidatura al di là del contesto che si è creato a Roma” con il Movimento 5 Stelle che rischia di “regalarci un’altra Livorno, un’altra Quarto”: Giachetti, invece, “saprà scalfire i poteri forti” della città. Già dalle prime dichiarazioni, Giachetti è nella giusta direzione, afferma Vecellio: “Ha detto che vuole ascoltare i romani e questo è fondamentale”.

Sul comitato si è espresso il segretario di Radicali Italiani Riccardo Magi, secondo il quale “la candidatura di Giachetti – ha detto in un’intervista a Radio Radicale – più che di un sostegno incondizionato ha bisogno di un apporto politico che riesca a nutrire il dibattito e che lo aiuti a porre delle condizioni alle altre forze politiche”. “Noi possiamo dare il nostro apporto politico e non un semplice incondizionato appoggio” aggiunge Magi. Il segretario, quindi, pensa a una partecipazione attiva nella gestione della città in caso di una vittoria di Giachetti, ma c’è già chi pensa che Magi non voglia limitarsi a restare in Consiglio comunale, come già successo in passato, ma che pensi a proporsi come alternativa a Giachetti alle primarie del centrosinistra per Roma. E c’è chi lo vede già in questo ruolo di candidato sindaco, magari appoggiato da Pippo Civati e dal suo Possibile. “Credo che Magi – afferma Vecellio – voglia ripetere l’esperienza in Consiglio comunale. Non so se abbia intenzione di partecipare alle primarie del centrosinistra. Se prende questa decisione, gli auguro buona fortuna; io in ogni caso ho fatto la mia scelta e continuerò a sostenere Giachetti sia alle primarie e poi, spero, come candidato sindaco. E spero che tanti, pur non vedendo con fiducia il Pd, abbiano fiducia in Giachetti e che quello per lui sia un voto alla persona”.

“Qualcosa sta cambiando a Roma, non è più l’epoca degli Alemanno, e anche in Vaticano è finita l’era dei Bertone e dei Ruini” e, secondo Vecellio, Giachetti può rappresentare nel modo migliore questo cambiamento, gestendo al meglio non solo le questioni amministrative e i problemi della città “che lui conosce bene”, ma “anche le grandi idealità” perché “Roma – spiega ancora il radicale – non è solo una città, è la capitale, è un simbolo, un centro propulsore della pace, della non violenza e dei diritti umani. “Giachetti può dare questa identità, perché a Roma serve un’identità che vada oltre”.

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