Come cambia la scuola in 10 punti

Scuola
Primo giorno di scuola per gli studenti della Scuola elementare statale Tommaseo, Torino,15 Settembre 2014 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

Approvata oggi la riforma della scuola, vediamo cosa cambia

1La scuola dell’autonomia. 

Una scuola più autonoma e un maggiore rapporto con i territori. Gli istituti  potranno indicare allo Stato il fabbisogno di docenti e gli strumenti per attuare il loro progetto educativo. I Piani dell’offerta formativa diventano triennali e quindi, entro il mese di ottobre antecedente ad ogni triennio, i collegi dei docenti elaboreranno il Piano triennale dell’autonomia, sulla base degli indirizzi delineati dal dirigente scolastico. Inoltre, i Piani triennali verranno resi pubblici. Viene raddoppiato il Fondo di funzionamento delle scuole, da usare per le spese correnti.

2 – Più di 100mila professori precari assunti da settembre.

La riforma si incardina su un Piano straordinario da oltre 100mila assunzioni, tra i vincitori del concorso 2012 e tra gli appartenenti alle graduatorie ad esaurimento. Le prossime assunzioni avverranno esclusivamente attraverso concorso. Il prossimo è previsto entro la fine del 2015 e saranno valorizzati titoli e servizio.

3 – Premiato il merito. 

Duecento milioni di euro l’anno stanziati per la valorizzazione del merito degli insegnanti. Ogni anno una commissione valuterà gli insegnanti e assegnerà loro un bonus. Sarà composta dal dirigente scolastico, tre docenti, due genitori (per scuola dell’infanzia, elementare e media) un genitore e uno studente (per la scuola superiore), e un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale. Inoltre, i fondi saranno assegnati alle scuole tenendo conto delle criticità educative.

4 – Cinquecento euro l’anno per l’aggiornamento degli insegnanti

Viene introdotta la formazione obbligatoria, permanente e strutturale. Il ministero avvierà un Piano di formazione nazionale triennale spendendo 40 milioni di euro all’anno. Gli insegnanti riceveranno un voucher di 500 euro l’anno con cui potranno acquistare libri, testi strumenti digitali e tutto ciò di cui necessitano per l’aggiornamento professionale.

5 – Potenziamento dell’offerta formativa

Oltre all’insegnamento della lingua inglese, verranno potenziate materie come storia dell’arte, musica, diritto, economia, educazione fisica e materie che affinano competenze digitali verranno potenziate. Nelle intenzioni della riforma, l’inglese sarà per tutti. Gli studenti al termine del loro percorso formativo dovranno parlare correntemente la lingua inglese.

6 – Alternanza scuola-lavoro

Cento milioni di euro l’anno per l’alternanza scuola lavoro. Previste 400 ore nell’ultimo triennio per gli istituti tecnici e professionali; 200 ore per i licei da passare in aziende ed enti pubblici in modo da inserire gli studenti nel mondo del lavoro. L’esperienza lavorativa può essere svolta anche in periodi di sospensione delle attività didattiche e anche all’estero. Viene istituito inoltre un Registro nazionale in cui saranno visibili enti e imprese disponibili per svolgere i percorsi di alternanza.

7 – Aumento dei poteri dei dirigenti scolastici.

I dirigenti scolastici diventano leader educativi e garantiscono una efficace ed efficiente gestione della scuola. Saranno i promotori del Piano dell’offerta formativa e potranno scegliere la squadra di insegnanti per realizzare il progetto formativo dell’istituto. Il dirigente scolastico, inoltre, avrà il compito di individuare gli insegnanti da assumere dagli albi territoriali e di ridurre il numero di studenti per classi: quindi mai più classi pollaio.

8 – Edilizia scolastica

Quattro miliardi di euro stanziati per rinnovare, costruire o abbellire le scuole italiane.

9 – School bonus e detrazioni

Con la riforma chiunque vorrà fare donazioni a favore delle scuole avrà un beneficio fiscale, attraverso un credito d’imposta al 65%. Le donazioni non potranno superare i 100mila euro e ci sarà un fondo di perequazione per evitare disparità tra gli istituti, pari al 10% delle erogazioni totali. E’ anche prevista una detrazione fiscale fino a 400 euro all’anno per le famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie.

10 – Scuola dell’infanzia e diritto allo studio

Su queste materie la riforma delega al Governo.

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