Come cambia la Pubblica amministrazione in 10 punti

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Il ministro della semplificazione e pubblica amministrazione, Marianna Madia, durante il convegno "La fatturazione elettronica, la rivoluzione non può attendere" al Tempio di Adriano, Roma, 02 marzo 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Dopo tre passaggi parlamentari arriva la legge delega che cambierà il volto della Pa

L’aula del Senato ha approvato in via definitiva il ddl delega di riforma della pubblica amministrazione. Dopo tre passaggi parlamentari arriva la legge delega che cambierà il volto della Pa. “Renderà finalmente più moderna la nostra democrazia – commenta il ministro per la Semplificazione, Marianna Madia – agendo su punti nevralgici dell’amministrazione fino ad oggi oggetto di blocchi e complicazioni”.  Lo scopo generale, secondo il ministro titolare della riforma è uno soltanto: quello di rendere lo Stato più semplice e competitivo. Sono infatti molte le novità per i dipendenti pubblici (dal ruolo unico al telelavoro), per le imprese (da camere di commercio a silenzio-assenso), e per i cittadini (dal wi-fi alle bollette). Vediamo i punti principali.

 

  • Wi-Fi obbligatorio negli uffici pubblici. Dopo la chiusura degli uffici pubblici le reti wifi delle pubbliche amministrazioni potranno essere messe a disposizione dei cittadini, attraverso servizi di hotspot. Il servizio al cittadino sarà attivo 24 ore su 24.

 

  • Arriva la carta per la cittadinanza digitale. Ognuno di noi avrà un’identità digitale per comunicare più facilmente con lo Stato. Il governo dovrà definire nei futuri dlgs il livello minimo di qualità dei servizi online delle Pubbliche amministrazioni. Sarà inoltre assicurato internet in tutti gli uffici pubblici: dalle scuole alle biblioteche, fino agli sportelli aperti al pubblico.

 

  • Freedom of information act, nel segno della trasparenza. Chiunque vorrà (cittadino o impresa) potrà accedere, anche via web, a qualsiasi dato o servizio della pubblica amministrazione. Lo scopo è quello di spalancare gli archivi pubblici, così da rendere possibile un controllo a 360 gradi anche sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

 

  • Semplificazione e certezza dei tempi. Con la norma sul ‘silenzio assenso’ si responsabilizza l’amministrazione sulla concessione o meno, in tempi certi, di qualsiasi autorizzazione. Dopo 30 giorni, massimo 90, in caso di mancata risposta da parte della pubblica amministrazione, si intende ottenuto il via libera e il cittadino o l’impresa può andare avanti con l’opera.

 

  • Sblocco cantieri. Il governo dovrà prevedere una procedura accelerata ‘ad hoc’ per alcuni tipi di procedimenti amministrativi: arriva il taglio fino al 50% dei termini previsti per la chiusura delle procedure che riguardano ‘opere di interesse generale o l’avvio di attività imprenditoriali’.

 

  • Un solo numero per tutte le emergenze. l’Italia avrà un numero unico per le emergenze: basterà chiamare il 112 (lo stesso in tutta Europa) per chiedere aiuto in ogni circostanza. L’idea e’ quella di realizzare centrali in ambito regionale che, raccogliendo la richiesta, siano in grado di smistarla al servizio interessato. Addio quindi tutti gli altri numeri, tra cui gli storici 113 (Polizia di Stato), 115 (Vigili del Fuoco) e 118 (soccorso sanitario).

 

  • Semplificazione per il pagamento di multe e bollette. I pagamenti della Pubblica amministrazione potranno essere pagati con il credito telefonico (abbonamento o ricaricabile). Con una norma si apre alla possibilità di pagare ‘micro’ spese, come bollette e multe (entro i 50 euro) attraverso l’addebito sul conto telefonico, anche attraverso sms.

 

  • Disciplina dei dirigenti pubblici e valutazione dei rendimenti degli uffici. Resta la possibilità di essere mandati via dalla P.A. ma bisognerà almeno aver avuto un incarico ed essere stati valutati negativamente. Il dirigente pubblico potrà comunque chiedere di essere ‘demansionato’ a funzionario. Quanto al rinnovo degli incarichi, niente più automatismi: le proroghe dovranno essere giustificate da un giudizio positivo.

 

  • Libretto unico per auto, il Pra al ministero dei Trasporti. Si apre al trasferimento del Pubblico registro automobilistico (Pra), retto dall’Aci, al ministero Infrastrutture e Trasporti, a cui fa già capo la Motorizzazione. Si va verso un’unica banca dati per la circolazione e la proprietà, con un solo libretto. Il tutto potrà essere affidato anche a un’Agenzia (sotto vigilanza Mit).
  • Riorganizzazione dell’amministrazione statale. È prevista la fusione del Corpo forestale dello Stato in un’altra Forza di polizia.

 

Sarà anche più facile il commissariamento per partecipate e Prefetture. Ci sarà una drastica riduzione del numero delle camere di commercio e l’eliminazione degli uffici ridondanti tra ministeri e enti di controllo e garanzia. Nell’ottica della spending review è previsto il taglio della spesa per intercettazioni (fino al 50%). Infine, per i dipendenti della Pubblica amministrazione  è prevista l’introduzione delle forme di telelavoro e co-working.

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