Colosseo, ok della Camera a decreto beni culturali

Cultura
Turisti in fila in attesa di visitare il Colosseo la cui apertura, insieme a quella di altri dei siti, è stata ritardata alle 11:30, per via di un'assemblea sindacale, Roma, 18 Settembre 2015. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

L’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura rientrerà tra i servizi pubblici essenziali. Ecco tutti i dettagli

Arriva l’ok dell’Aula della Camera al decreto legge ‘Colosseo‘, emanato dal governo dopo l’assemblea del personale che ha determinato la chiusura temporanea del monumento.

Con l’approvazione del decreto, l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura rientra tra i servizi pubblici essenziali, cioè in quei servizi volti alla tutela di diritti costituzionalmente garantiti, per evitare casi clamorosi legati alla chiusura improvvisa per motivi sindacali (come appunto accaduto a Roma, o a Pompei). Parlando del decreto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini rassicura tuttavia che “non c’è nessun attacco ai diritti dei lavoratori”. Di seguito il contenuto della legge che adesso dovrà passare l’esame di Palazzo Madama.

Il primo articolo modifica la legge in materia di sciopero nei servizi pubblici essenziali. In particolare, dopo le parole: “di vigilanza sui beni culturali;” sono aggiunte le seguenti: “l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura.  L’apertura dei musei e dei luoghi di cultura è parificata ai c.d. “servizi pubblici essenziali” e le procedure in materia di scioperi saranno quindi disciplinate dalla specifica normativa in materia.

Le modalità di sciopero d’ora in avanti saranno quindi soggette a specifiche disposizioni, le stesse applicate nei settori del trasporto pubblico o del servizio sanitario (legge 146/1990). Tra queste, ricordiamo:

  • l’obbligo di preavviso di almeno 10 giorni;
  • la definizione delle prestazioni minime garantite;
  • una comunicazione scritta della durata, della modalità di attuazione e delle motivazioni dello sciopero;
  • sanzioni in caso di violazione delle norme sul preavviso e sulle prestazioni indispensabili;

 

Le modifiche del Parlamento.

Nel corso dell’esame parlamentare, il provvedimento ha registrato tre importanti modifiche, a firma del Partito democratico, che ne precisano la valenza:

  • È stato aggiunto un nuovo articolo che premette la scelta politica generale nella quale inquadrare l’intervento legislativo: in attuazione dell’articolo 9 della Costituzione, la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale rientrano tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione, cioè tra quelle prestazioni che lo Stato deve garantire su tutto il territorio nazionale;
  • Chiarito l’obiettivo di conciliare la fruizione dei beni culturali con l’esercizio del diritto di sciopero dei lavoratori del settore, precisando che l’apertura dei musei, dei luoghi e degli istituti della cultura, sia da intendersi “regolamentata” secondo le procedure previste dalla stessa legge n. 146 del 1990, cioè nei tempi e nei modi che le parti sindacali vorranno trovare con la Commissione di garanzia dello sciopero;
  • È stato specificato che la nuova disciplina si applica solo agli istituti ed ai luoghi che appartengono a soggetti pubblici e si specifica che tra le strutture coinvolte rientrano anche gli “istituti” della cultura (ossia quelle “strutture permanenti” – come biblioteche ed archivi – non riconducibili all’espressione “musei e altri luoghi della cultura” prevista nel testo del decreto-legge).

 

Fonte: http://www.deputatipd.it

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