Colonia, polizia sotto accusa. E si apre il caso politico

Germania
In this Dec. 31, 2015 picture, persons gather  at the Cologne, Germany,  main station. German police said Wednesday Jan. 6, 2016 that they are investigating whether a string of sexual assaults and thefts at New Year is linked to a known criminal network. The assaults in Cologne last week have prompted outrage in Germany and a fresh debate about immigration, after police said the perpetrators appeared to be of "Arab or North African origin." The events in Cologne involved a crowd of around a thousand men. Police say at least 90 criminal complaints were filed, and that some men in the crowd formed smaller groups and surrounded women. (Markus Boehm/dpa via AP)

Polemiche in Germania dopo i fatti di Capodanno. Sotto accusa anche le prese di posizione del sindaco della città renana

Dopo lo choc, la rabbia e soprattutto la polemica. Le aggressioni denunciate da 90 donne nella notte di Capodanno a Colonia alzano la tensione per il governo di Angela Merkel, che stenta a tenere a freno non solo l’opposizione ma anche gli alleati della Cdu.

Il ministro dell’interno, Thomas de Maizière promette che i responsabili delle violenze – fino a mille persone, molte delle quali sarebbero immigrati o figli di immigrati tra i 15 e i 35 anni – saranno “puniti indipendentemente dal loro paese d’origine”. Si dice pronto ad affrontare senza indulgenza e “a viso aperto” le implicazioni politiche dell’eventuale scoperta di rifugiati tra gli autori delle aggressioni (al momento non confermata). Dall’altra, de Maizière critica duramente la polizia di Colonia per come ha gestito la mandria dei violenti.

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Ma è polemica anche per la presa di posizione del sindaco di Colonia, Henriette Reker, che si è spinta a dettare un ‘codice’ di comportamento alle donne, invitandole – tra l’altro – a tenere “ad un braccio di distanza” gli sconosciuti. Reker, accoltellata un giorno prima di essere eletta, è nota per le posizioni favorevoli all’immigrazione. Ma il suo decalogo è suonato come un’inversione della colpa a carico delle donne. Intanto dei circa mille che si sono scatenati nel centro di Colonia, finora solo tre uomini sono stati identificati e nessuno è stato ancora arrestato.

Sui social network monta la marea di critiche verso la politica delle porte aperte per i rifugiati voluta dalla Merkel in estate, nonostante nulla dimostri per il momenti che gli autori delle violenze siano profughi giunti da poco. “Signora Merkel, la Germania è abbastanza ‘colorita e cosmopolita’ dopo l’ondata di reati e violenze sessuali?” attacca – su Twitter – Frauke Petry, leader di Afd (Alternative fur Deutschland), principale partito dell’opposizione di destra e anti-euro.

 

La polizia di Colonia intanto lancia l’ipotesi che l’aggressione fosse organizzata e collegata a bande di criminali comuni. A Dusseldorf, in passato, seppure su scala minore, sarebbero avvenuti fatti simili: con le donne distratte con violente moleste sessuali mentre venivano in realtà derubate. 

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