“Collusi a loro insaputa”. Il Pd contro il M5S a Ostia

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Il Pd denuncia: “A Ostia inquietante rapporto tra M5S e finta anti-mafia. E’ il momento di chiarire”

“Il Movimento Cinque Stelle è stato “il riferimento territoriale” delle finte associazioni antimafia a Ostia”. Un’accusa gravissima quella che il Pd ha lanciato al Movimento 5 Stelle, all’indomani degli avvisi di garanzia per diffamazione aggravata dall’utilizzo del social network e l’oscuramento di alcuni siti appartenenti ad esponenti di sedicenti associazioni antimafia di Ostia.

Il Pd di Roma non ci sta e chiede al M5S di non nascondersi ma anzi di schierarsi per la legalità “prendendo definitivamente le distanze da un contesto marcio e lavorare insieme a noi per Ostia contro la mafia“.

Queste le richieste arrivate oggi dal presidente del Pd e Commissario del partito a Roma, Matteo Orfini, in una conferenza stampa al Nazareno, convocata per denunciare i rapporti politici tra il M5S e alcuni rappresentanti di associazioni antimafia che ieri sono stati raggiunti da un avviso di garanzia dopo la denuncia presentata dalla giornalista di “Repubblica”, Federica Angeli.

“Questi avvisi di garanzia e l’oscuramento dei siti insieme alla relazione del prefetto Vulpiani hanno confermato che in questi anni a Ostia c’è stata una pesantissima e invasiva influenza della criminalità”, lo ha detto il senatore Pd Franco Mirabelli, membro della commissione Antimafia. Per Mirabelli è stato dimostrato come attraverso “la capacità o il tentativo di influenzare l’informazione e l’associazionismo si cerca di confondere e attaccare la vera antimafia” E aggiunge: “Si è cercato di delegittimare chi davvero l’anti mafia la stava facendo, come la giornalista Federica Angeli o Libera e tutti quei soggetti che davano fastidio ai capi e le famiglie della criminalità di Ostia. Un uso scientifico dell’informazione e dell’associazionismo di cui dovremo tener conto anche in futuro”.

Mi aspetto che Lombardi e Ruocco si scusino – ha detto Orfini – per quello che hanno detto in questi mesi e chiariscano le relazioni che hanno avuto con questi soggetti. Di Maio, Di Battista, Raggi dicano parole chiare su questa vicenda e abbandonino l’atteggiamento omertoso” ha spiegato Orfini, chiedendo al M5S di “prendere definitivamente le distanze da quel contesto marcio”. Del resto su questo tema “non possono continuare a non rispondere”. Orfini si spinge oltre e chiede al vero leader del Movimento, Casaleggio, di venire a riferire in Comissione antimafia sulla questione della criminalità organizzata ad Ostia.

Dello stesso parere anche il senatore Pd Stefano Esposito, ex assessore capitolino e membro della Commissione Antimafia, che chiarisce: “Questi soggetti sono stati il riferimento territoriale del M5s per le questioni di Ostia. Ora serve un chiarimento e una presa di distanza”.

Non si è fatta attendere la risposta del M5S che attacca Orfini, definendolo “in stato confusione”. “Non pago del suo essere superfluo – affermano i parlamentari M5S in Commissione Antimafia – all’interno del panorama politico di Roma, Orfini afferma continuatamente il falso, perché non sapendo leggere, non ha compreso che nella nostra relazione su Ostia non c’è nessuno dei personaggi da lui citati. Ma poi arriva al delirio, finanche a chiedere Casaleggio in Antimafia”. “Il partito così detto democratico – concludono i 5 stelle minimizzando quanto contestato dal Pd – specializzato in primarie truffate a pagamento ha sempre fatto affari con le mafie, arrivando a crearne addirittura una nuova: mafia capitale. I continui arresti di amministratori del Pd danno il quadro esatto della realtà. Orfini continui a giocare con la playstation, le mafie sono un problema reale e devono essere affrontate da persone serie e non colluse”.

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