Codice amministrazione digitale e Freedom of information act: altri 2 tasselli alla riforma della Pa

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Il ministro della semplificazione e pubblica amministrazione, Marianna Madia, durante il convegno "La fatturazione elettronica, la rivoluzione non può attendere" al Tempio di Adriano, Roma, 02 marzo 2015. ANSA/ANGELO CARCONI

Dopo la carta d’identità digitale in dirittura d’arrivo l’appromazione dei due documenti fondamentali per l’implementazione della riforma della Pa

Sono in dirittura d’arrivo i due documenti che rivoluzioneranno la Pubblica amministrazione italiana: il Codice dell’amministrazione digitale (Cad) e il Freedom of information act (Foia). La loro approvazione è prevista a breve in Consiglio dei ministri, probabilmente per il 22 gennaio prossimo. Ad annunciarlo il ministro Marianna Madia nel corso del workshop “L’implementazione dell’Agenda digitale Italiana e le nuove sfide nella rete”, organizzato dall’Agid (l’Agenzia per la digitalizzazione) e a cui ha preso parte sir Tim Berners-Lee, l’informatico britannico che ha inventato il world wide web (insieme a Robert Cailliau).

Si tratta di due documenti fondamentali per l’implementazione della riforma della P.a. e su cui si sono concentrati in questi ultimi mesi gli sforzi del governo e le aspettative degli stakeholder, ovvero di tutti i soggetti coinvolti nel processo di trasformazione della burocrazia italiana.  Il mese di dicembre, infatti, ha segnato una svolta nel percorso di implementazione dell’Agenda digitale italiana con l’avvio dello Spid, il Sistema pubblico di identità digitale che consentirà a tutti i cittadini di poter accedere ai servizi online della P.a. italiana, l’avvio del progetto per la realizzazione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente e la conclusione della sperimentazione della Carta d’identità elettronica.

Con il Codice dell’amministrazione digitale (Cad), ha spiegato il ministro Madia, “noi ribaltiamo l’impostazione concettuale dell’Agenda digitale, non una serie di obblighi per le amministrazioni ma una serie di diritti per i cittadini che alla fine del 2017 grazie all’implementazione dei progetti in programma potranno avere diritto ad un pin unico con il quale interagire con tutte le amministrazioni e dato che avremo completato l’anagrafe avranno anche il diritto al domicilio digitale”. “L’altro decreto fondamentale – ha aggiunto il ministro – è il Foia che è un passo avanti importante. Io ci credo molto perché con maggiore trasparenza combattiamo la corruzione, gli sprechi ma, soprattutto, riavviciniamo i cittadini e le istituzioni”.

Resta ancora da sciogliere, invece, il nodo delle risorse comunitarie destinate alle Regioni, che ancora attendono il via libera dell’Ue. Un passaggio che sarebbe dovuto concludersi entro il 31 dicembre scorso e che di fatto blocca la spesa di 3.8 miliardi di euro per l’attuazione dei programmi delle Agende digitali regionali. Tale ritardo rallenta l’attuazione di progetti importanti come, ad esempio, quello del Fascicolo sanitario elettronico.  Il problema ruota attorno alla coerenza tra i programmi previsti nelle Agende delle singole Regioni ed il Piano nazionale per la Crescita digitale, considerata come condizione indispensabile per l’utilizzo dei fondi. I governatori sono stati rassicurati dal presidente di Agid, Antonio Samaritani, secondo cui l’ok della Commissione non è in discussione.

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