Tutto sull’ultimo confronto tv. Clinton: “Trump sarebbe il burattino di Putin”

Usa2016
epa05593217 US Democratic candidate Hillary Clinton (R) and US Republican candidate Donald Trump (L) look on at the end of the final Presidential Debate at the University of Nevada-Las Vegas in Las Vegas, Nevada, USA, 19 October 2016. The debate is the final of three Presidential Debates and one Vice Presidential Debate before the US National Election on 08 November 2016.  EPA/GARY HE

Che cosa si sono detti Hillary Clinton e Donald Trump nell’ultimo duello televisivo prima del voto dell’8 novembre

Mercoledì 19 ottobre si è svolto il terzo ed ultimo dibattito presidenziale tra Hillary Clinton e Donald Trump. Il confronto è stato ospitato dall’Università del Nevada, a Las Vegas. Come per il primo dibattito, i duellanti si sono confrontati in piedi l’uno di fronte all’altro, in attesa delle domande del moderatore Chris Wallas, di Fox News.

Il confronto è durato circa 90 minuti ed è stato diviso in 6 segmenti da 15 minuti ognuno. A differenza degli altri dibattiti, Trump ha retto meglio il confronto con la sua avversaria. Anche se la sua performance è andata in caduta libera verso il finale. In uno dei momenti più aspri del confronto è stato perfino accusato dalla Clinton di essere il “burattino di Putin”. Frase che già s’è trasformata in un tormentone.

Quello che, però, più danneggia il miliardario di New York è che neanche questa volta è riuscito ad assestare un colpo decisivo alla sua avversaria. Ci ha provato più volte: parlando dello scandalo email e dei guai della Fondazione Clinton, ad esempio. Tutti terreni già battuti nei precedenti duelli. Tutti inefficaci, soprattutto perché la Clinton ha saputo rispondere con efficacia e puntualità.


Leggi anche: Cosa è successo nel primo e nel secondo dibattito tra Clinton e Trump


Anche su temi nuovi, non toccati nei due precedenti dibattiti, Trump non è andato meglio. Si parla della presunta manipolazione del risutlato delle elezioni. Tema letteralmente creato dal nulla proprio da Trump nei giorni scorsi. Quando Wallas chiede al candidato repubblicano se accetterà il risultato delle elezioni, lui risponde che “vedrà al momento”. Praticamente dando il perfetto assist alla Clinton per attaccarlo sulla sua assoluta inadeguatezza a guidare gli Stati Uniti.

Un altro punto delicato ha riguardato le future nomine dei giudici della Corte suprema. Tema che ha introdotto direttamente un’altra questione, quella dell’aborto. Si fa riferimento alla sentenza Roe contro Wade, quella con la quale la Corte Suprema decretò l’incostituzionalità della legge del Texas che vietava l’aborto. Era il 22 gennaio 1973. Da quel momento in poi la “libertà di abortire” diventò un diritto costituzionale. Per Clinton quella sentenza va difesa, insieme alla salute delle donne. Per Trump, invece, la soluzione è la nomina di giudici pro-vita e la riconsegna del potere decisionale su questi temi ai singoli stati e non più al governo federale.


Guarda il video: Trent’anni a confronto, così Hillary mette k.o. Trump


Clinton è sempre riuscita a sembrare più sicura e coerente di Trump. Una performance che, sommata alle due precedenti già premiate dai sondaggi, non può che designare la ex First lady come la vincitrice del duello di questa notte.

 

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4.38 – Si chiude l’ultimo dibattito presidenziale senza stretta di mano. Trump temporeggia sul podio, forse per evitare di incrociare la candidata democratica. La Clinton, al contario, va immediatamente al centro della scenografia, saluta il giornalista di Fox News e poi abbandona il palco. Nel secondo dibattito, che pure era iniziato senza stretta di mano, i due si erano scambiati almeno un saluto al termine del confronto. Questa volta, invece, niente. Tutto si conclude con grande freddezza.

4.36 – Perché gli americani dovrebbero votarvi come prossimo presidente? Clinton: “So qual è la responsabilità di guidare questo Paese. Io ho portato avanti le vostre battaglia per lungo tempo e lo farò anche da Presidente degli Stati Uniti”. Trump: “Ci occupiamo di più dei clandestini, che dei nostri veterani. Ci occuperemo della nostra polizia. Noi vogliamo rendere l’america più forte e più grande”.

4.30 – Ultimo tema del dibattito: Medicare e la previdenza sociale. Trump promette il taglio delle tasse e l’abolizione dell’Obama care sull’assistenza sanitaria. Per Clinton la risposta va ricercata non nel tagliare i benefici, ma nell’individuare i fondi necessari, ad esempio “aumentando le tasse per i ricchi”.

Un altro passaggio particolarmente duro tra i due riguarda le fondazioni. Trump provoca Clinton e la invita a “restituire i soldi dati alla Fondazione Clinton da Paesi come l’Arabia Saudita e il Qatar che abusano delle donne e uccidono le donne e gli omosessuali”. L’ex first lady ricorda con orgoglio l’intervento della Clinton Foundation in soccorso di terremotati di Haiti: “Mentre la Fondazione Trump – aggiunge – spende i soldi per comprare ritratti di Donald”.

4.22 – Sulla politica estera il candidato repubblicano offre una delle prestazioni più sconclusionate di sempre. In merito alla situazione in Siria dice che “sarebbe peggiore senza Bashar al Assad”. La situazione ad Aleppo “è un disastro”, ha aggiunto Trump, secondo il quale “finanziamo i ribelli senza neanche sapere chi siano”.

Per Clinton, invece, la strada maestra è quella della no-fly zone sulla Siria.

4.18 – L’unica ragione per cui l’Iraq sta cercando di riconquistare Mosul è perché Hillary Clinton corre per la presidenza, dice Trump. Serve far apparire Hillary una ”dura”, una ”forte”. Ma Mosul, ricorda Trump ”l’abbiamo persa” quando Hillary era segretario di Stato.

4.12 – Si parla di terrorismo e politica estera. Uno dei punti di maggior attrito riguarda la situazione nella regione mediorientale. Trump dice che è stato un errore trascinare l’america in Iraq, ma qui il candidato repubblicano è fragile perché lui stesso era favorevole all’intervento. Così come gli ricorda Clinton nella replica. Praticamente un Deja vù: era successo anche nel primo e nel secondo dibattito.

4.03“Lei accetterà il risultato di queste elezioni?” chiede il moderatore. La risposta di Trump: “Vedrò al momento”. Clinton: “Ogni volta che Donald pensa che le cose non vadano nel verso giusto, pensa che c’è chi ce l’ha con lui. Noi accetteremo i risultati delle elezioni. Quelle americane sono elezioni libere. Trump sta portando verso il basso la nostra democrazia”.

4.00 – Clinton: “Trump è il primo candidato della storia delle presidenziali a non pagare le tasse”

3.53 – Il moderatore inizia a chiedere al candidato repubblicano spiegazioni sulle accuse che sono arrivato da numerose donne che hanno detto di essere state molestate in passato da Trump. “Non conosco le donne che mi accusano. – si difende il candidato repubblicano – O vogliono notorietà, o sono state pagate da loro (i democratici, ndr.)”. Clinton: “Lui pensa che denigrare le donne lo renda più forte. Io penso che ogni donna sappia che cosa significa essere trattata in questo modo. Noi non vogliamo cittadini gli uni contro gli altri. Noi vogliamo celebrare la diversità”.

La replica di Trump: “Non c’è nessun altro che rispetta più le donne come me”. Poi cambia discorso: le famose email della Clinton.

3.51 – Si parla di esperienza e competenza. Clinton sfera un bel colpo ricordando che quando lei era Segretario di Stato era con Obama nella sala delle emergenze mentre avveniva la cattura di Bin Laden, mentre Trump, in quello stesso momento, stava festeggiando con le concorrenti dei concorsi di bellezza. Trump parla invece dei suoi successi come imprenditori, ma la stoccata della democratica va a segno senza problemi.

3.42 – Si passa all’economia. Clinton si ritrova a difendere l’operato del presidente uscente, Barack Obama, promettendo più investimenti senza toccare il debito, affinché l’America ritorni a correre. Per Trump il giornalista riserva una serie di puntualizzazioni, tra cui il fatto che i numeri promessi da Trump sull’occupazione “non tornano”. “I 10 milioni di posti di lavoro promessi sembrano fuori portata”, dice il giornalista di Fox News. Il miliardario glissa e vira su uno dei suoi cavalli di battaglia: la critica agli accordi commerciali stipulati dall’amministrazione Obama e che Trump definisce “disastrosi”.

3.31 – In un salto logico abbastanza repentino si passa dall’immigrazione agli attacchi informatici perpetrati dagli hacker russi. Qui l’attacco della Clinton è serrato. Accusa Trump per la sua vicinanza al leader russo: Putin “Preferisce avere un burattino”, la replica di Trump : “Tu sei un burattino!”.

3.20Immigrazione. “Hillary vuole un’amnistia e aprire i confine”, attacca Trump poi torna a ribadire la sua proposta di cacciare gli immigrati irregolari. Per l’esattezza dice “We have some bad hombres here, and we are going to get them out”.

Quello sull’immigrazione è il primo segmento in cui gli animi dei due candidati si scaldano. Trump accusa la Clinton di aprire le frontiere a chiunque, concedendo l’accoglienza a tutti coloro che riescono a superare il confine. Clinton è costretta a spiegare che non è così, ma che comunque le frontiere vanno regolate in  maniera migliore. Poi tira in ballo il suo avversario che attacca “gli immigrati irregolari e poi li fa lavorare nelle sue strutture”.

3.16 – Si parla di un altro tema molto delicato: l’aborto. “io difendo la sentenza Roe contro Wade che ha chiarito che ci possa essere una regolamentazione sull’aborto finche si prenda in considerazione la salute della donna”, dice la candidata democratica. Trump va di retorica e tuona “per Hillary si può tirare fuori il feto anche il giorno prima”.

3.10Armi. “Rispetto il secondo emendamento”, dice Clinton nella replica al giornalista che torna sull’argomento introdotto da Trump nella precedente risposta. Per la candidata è necessario regolamentare il possesso di armi. Poi arriva il primo attacco diretto: la Clinton parla del suo avversario e della lobby delle armi che lo stanno finanziando. Trump replica nella maniera più ovvia: sono “onorato di avere il loro sostegno”.

3.06 – Si inizia con uno dei temi previsti: la Corte suprema. Per Clinton “dobbiamo avere una corte suprema dalla parte dei cittadini, che difenda i diritti alle donne, i diritti degli omosessuali, i diritti dei lavoratori sul posto di lavoro. Le persone che nominerò saranno persone che hanno difeso i diritti di tutti”. Per Trump l’imporante è che la corte difenda innanzitutto il secondo emendamento che, attualmente, “è sotto assedio”. Trump, dice, ha già “20 nomi in lista”, persone che interpreteranno la Costituzione così come i “padri fondatori la interpretavano”.

3.03 – Inizia l’ultimo confronto televisivo tra i due candidati alla Casa Bianca, prima del voto dell’8 novembre.  Abito bianco per Hillary Clinton, completo con cravatta rossa per Donald Trump. Anche questa volta non c’è stata l’iniziale stretta di mano, così come era accaduto all’inizio del secondo dibattito.

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