Duello a colpi di accuse: ecco cosa è successo nel secondo dibattito tra Clinton e Trump

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epa05579006 Republican Donald Trump (L) and Democrat Hillary Clinton (R) arrive at the start of the second Presidential Debate at Washington University in St. Louis, Missouri, USA, 09 October 2016. The third and final debate will be held 19 October in Nevada.  EPA/JIM LO SCALZO

Il liveblog del secondo dibattito televisivo tra i candidati alla presidenza degli Stati Uniti

Domenica 9 ottobre si è svolto il secondo confronto televisivo tra i due candidati alla Casa Bianca, Donald Trump e Hillary Clinton.

Il faccia a faccia si è svolto alla Washington University di St. Louis ed è durato circa 90 minuti, senza interruzioni pubblicitarie. A differenza del primo dibattito del 26 settembre, dove i due candidati hanno risposto alle domande del moderatore uno di fronte all’altro, in questo secondo appuntamento il formato è stato quello del “town hall meeting“. I due candidati si sono ritrovati al centro di un studio organizzato come un anfiteatro in cui hanno risposto alle domande del pubblico scelto dall’istituto demoscopico Gallup tra un campione di elettori che non hanno ancora deciso chi votare. Durante il confronto i candidati hanno risposto anche alle domande dei due moderatori : Anderson Cooper, della CNN, e Martha Raddatz, dell’ABC.

Come era facile immaginare, uno dei temi centrali dell’incontro è stato lo scandalo che ha travolto il candidato repubblicano questa settimana. Per togliere il dubbio a chiunque sulle sue intenzioni per la serata, prima di iniziare il dibattito, il tycoon ha convocato una conferenza stampa in compagnia di tre donne che hanno accusato Bill Clinton di molestie sessuali e della vittima di uno stupratore che è stato difeso dall’allora avvocato 27enne Hillary Clinton. Tra le donne che hanno accusato l’ex presidente democratico, anche Paula Jones, ex dipendente del governo dell’Arkansas che nel 1994 fece causa a Bill Clinton per molestie sessuali. La causa venne inizialmente archiviata ma la Jones fece ricorso e la questione si chiuse con un patteggiamento extragiudiziale.

Nella prima valutazione a caldo, la sensazione è che anche da questo appuntamento Hillary Clinton sia uscita da vincitrice. Non perché sia riuscita ad assestare colpi decisivi al suo avversario, come le era capitato invece alla fine del primo dibattito, ma perché ha dovuto semplicemente mantenere la linea senza esagerare. E si è visto. Il dibattito non ha avuto sorprese o colpi di scena particolari, ma rimarrà nella memoria per l’asprezza degli attacchi e la ferocia delle accuse che i due si sono rivolti.

Buona parte del confronto ha avuto al centro le dichiarazioni sessiste di Trump che da più di una settimana riempiono le prime pagine dei giornali. Il candidato repubblicano ha provato in più di un’occasione di spostare l’attenzione altrove, ma senza successo. Prima ci ha provato parlando dei trascorsi di Bill Clinton, poi rispondendo praticamente a qualsiasi domanda (sia essa sulle donne, le tasse o l’immigrazione) con la minaccia numero uno: l’Isis. Trump ha dimostrato di essere in evidente difficoltà, sia nel format del town hall dove lo si vedeva camminare nervosamente sullo sfondo quando parlava la sua avversaria, sia nel gestire i temi che lo riguardavano direttamente e a cui sapeva di dover dare delle risposte.

— Liveblog —

Alle 4.37, ora italiana, si è concluso il secondo dibattito presidenziale, dopo 90 minuti di confronto.

In alto gli aggiornamenti più recenti:

4.34 La domanda che strappa un sorriso arriva dal pubblico: “Potete dire una cosa che rispettate del vostro avversario?” Clinton: “Rispetto i suoi figli, incredibilmente capaci e devoti. Come madre e nonna considero questa una cosa molto importante, ma è l’unica cosa che stimo di Trump”. Trump: “Considero il complimento sui miei figli come una cosa molto molto positiva. Non sono mai d’accordo con Hillary, ma è una che non molla e che combatte fino in fondo”.

E’ l’ultima domanda. Si passa ai saluti e questa volta la stretta di mano, che non c’è stata all’inizio del dibattito, suggella la fine del duello in un clima più disteso.

4.20 Ad un certo punto si parla di quando Trump ha perso le staffe la notte dopo il primo dibattito, quando ha iniziato a twittare nel cuore della notte. E’ l’appiglio per il moderatore della Cnn per chiedere ai candidati se hanno la disciplina necessaria per essere il leader del Paese. Trump è ovviamente chiamato a difendersi. Lo fa dicendo che non “si vergogna di questa nuova forma di comunicazione”.

4.10 Si parla di politica estera. Trump attacca continuamente le scelte della sua avversaria. Secondo lui, molte di quelle scelte hanno favorito la crescita dell’Isis. Tuttavia, quando i moderatori chiedono cosa farebbe l’eventuale presidente Trump, la risposta è vaga e scomposta.

Clinton chiarisce che non vuole l’esercito americano sul territorio siriano, ma forze speciali, e difende l’operato fatto finora nel contrasto ad al-Qaeda. Azioni che avrebbero migliorato la situazione in medioriente.

3.59 Trump ammette candidamente e in maniera esplicita di aver utilizzato una scappatoia fiscale – come emerso dalla dichiarazione dei redditi del 1995 rivelata dal New York Times – per evitare imposte federali sul reddito. “Certo che l’ho fatto. E così fanno gran parte dei donatori di Hillary Clinton”.

3.48 Si parla degli ultimi scandali che riguardano la Clinton. il riferimento è a una conversazione privata in cui la Clinton spiegava che per ogni situazione bisogna avere una posizione pubblica e una posizione privata. Per spiegare quella frase, la candidata democratica dice che stava parlando di Abramo Lincoln – in particolare al film di Steven Spielberg a lui dedicato –  e del percorso che ha portato all’approvazione del 13esimo emendamento. Poi sposta l’attenzione su come questi “leaks” sono emersi e accusa Trump dei suoi rapporto poco limpidi con la Russia.

Trump replica dicendo che non ha rapporti commerciali con la Russia. Non ha prestiti e non ha debiti con Mosca.  “Non conosco il presidente russo Vladimir Putin e sarebbe un bene andare d’accordo con la Russia”, ha osservato il miliardario. Sulle tasse la questione è altrettanto semplice, dice, “io pago un sacco di tasse” e – come aveva promesso già al primo dibattitio – quando il controllo dell’agenzia delle entrate sarà ultimato pubblicherà la sua dichiarazione dei redditi.

3.43 Hillary Clinton attacca la retorica di Donald Trump contro i musulmani: è miope e pericoloso, è un regalo all’Isis, accusa, sostenendo di volere un Paese dove i seguaci di Maometto sono i benvenuti come chiunque altro. “I musulmani americani hanno bisogno di sentirsi parte del Paese”, aggiunge, ricordando che gli Usa si fondano sulla libertà di religione.

3.38 Domanda dal pubblico, è una donna musulmana a farla e chiede quale siano le conseguenze dell’islamofobia. Trump aggira la domanda invitando i musulmani a collaborare per evitare altre stragi come quella di San Bernardino. Clinton, invece, si avvicina alla ragazza che ha fatto la domanda, ha un approccio totalmente diverso. Ricorda i musulmani che hanno lottato per l’America, ricorda persino il pugile Muhammad Ali. Per la Clinton la guerra all’Isis va vinta anche con l’alleanza dei paesi musulmani.

3.30 Riforma sanitaria. Clinton: “Voglio aggiustarla, non eliminarla come farebbe Trump”. Trump: “L’Obamacare è un disastro. Lo sanno tutti”.

3.26 Dopo quelle di Trump, è il momento delle scuse anche per la Clinton. Si parla ancora una volta delle famose email dell’ex Segretario di Stato. La candidata democratica si scusa e ricorda che non ci sono prove che ci siano state violazioni o fuga di notizie a causa di quell’errore.

Trump qui gioca facile. L’errore di “cancellare 33 mila email” è un punto su cui il candidato repubblicano punta più volte. La Clinton prova a svicolare e a non rispondere. Per fortuna per lei è già tempo di cambiare nuovamente tema. C’è solo il tempo per Trump di dire una delle affermazioni più gravi della serata: “Se fossi io a fare le leggi, Hillary Clinton sarebbe in galera”.

3.18 Arriva la domanda dai social network. Si continua a parlare del rispetto delle donne da parte di Trump. Il candidato repubblicano ne approfitta per tirare in ballo la condotta del marito della sua avversaria, Bill Clinton. “Non c’è mai stato nella storia politica un candidato che abbia abusato delle donne come lui”. “Dovrebbe vergognarsi per quello che ha fatto”, ha detto.

“E Hillary Clinton ha attaccato alcune di queste donne. Alcune di loro sono sedute qui questa sera”, ha rincarato il miliardario, riferendosi alle accusatrici dell’ex presidente Bill Clinton che lo hanno affiancato durante una conferenza stampa organizzata poco prima del dibattito.

La replica di Hillary si apre citando un consiglio dell’attuale First Lady, Michelle Obama: “Se loro colpiscono basso, tu vola ancora più in alto”. E poi inizia ad elencare tutte le volte in cui Trump non si è mai scusato per le sue parole o per le sue azioni. Parole, come quelle contro i genitori del militare musulmano caduto in Iraq e azioni, come quella volta in cui ha mimato un giornalista affetto da una grave disabilità motoria.

3.10 Si parla subito dello scandalo che ha coinvolto Trump. Il candidato repubblicano prova a scusarsi e prova a liquidare tutto come una “chiacchiera da spogliatoio”. Chiede di concentrarsi su cose più importanti, come l’Isis e le altre minacce che incombono sull’America. Il moderatore insiste e chiede una risposta diretta in merito ai commenti volgari e sessisti contenuti nel video del 2005 pubblicato dal Washington Post. Alla domanda “Ha mai molestato quelle donne senza il loro volere” la risposta è stata “no, non l’ho mai fatto”.

Per la Clinton, invece, il video rappresenta perfettamente Trump e torna ad elencare tutte le volte che il candidato repubblicano ha denigrato le donne durante l’intera campagna elettorale. Poi cerca di dare un quadro di insieme del suo avversario: “Donald Trump non ci rappresenta, l’America è già grande”, ha detto.

3.08  Il secondo dibattito televisivo tra i candidati per la presidenza americana Hillary Clinton e Donald Trump è cominciato senza che i due si siano stretti la mano.

Ore 2.50 Bill Clinton ha stretto la mano a Melania e ai figli di Donald Trump prima del secondo dibattito presidenziale. Chelsea invece non è apparsa per i saluti di rito.

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