Hilary Clinton attacca Trump: “È il miglior reclutatore dell’Isis”

Usa2016
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L’ultimo dibattito in casa dem conferma i numeri dei sondaggi sulla nomination di Hilary Clinton

Dominato dalla lotta all’Isis e al terrorismo, si è svolto nel New Hampshire l’ultimo dibattito dell’anno tra i candidati democratici alla Casa Bianca. Un confronto che conferma i numeri dei sondaggi e le previsioni degli analisti: in casa dem non c’è nessun frontrunner ma una nomination ormai scontata, quella della ex segretario di Stato ed ex first-lady Hilary Clinton. Martin O’Malley attacca, ma ancora non è credibile viste le sue percentuali nei sondaggi; Bernie Sanders non riesce a impensierire.

È dunque la Clinton a dare il ritmo al dibattito alla serata, senza attaccare gli avversari di partito ma concentrandosi direttamente sui suoi veri rivali, i repubblicani. Durissimo è l’affondo nei confronti di Donald Trump, definito “bigotto e intollerante”: “Si è dimostrato finora il miglior reclutatore dell’Isis“, afferma, sottolineando come lo stato islamico ricorra a video dove Trump insulta i musulmani per reclutare e radicalizzare più jihadisti. E ricordando come dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, il presidente repubblicano George W.Bush, al contrario del magnate, fece un’importante apertura verso la comunità musulmana. E poi, ancora un attacco diretto: “Trump si è dimostrato un maestro in buffonate e bigottismo, nel dare risposte troppo facili a domande molto più complesse”.

La lotta all’Isis e al terrorismo rimangono le questioni centrali del dibattito e Clinton rassicura “siamo sulla strada giusta e faremo di più contro l’Isis” ribadendo tuttavia il suo no alle truppe di terra.

Clinton torna anche a parlare della stretta sulle armi da fuoco fortemente voluta da Barack Obama: “Armare più persone non è la risposta al terrorismo. Le pistole non rendono l’America più sicura“. Un monito rivolto alla maggior parte dei candidati repubblicani, contrari alla scelta di Obama.

Dopo la politica estera è sui temi interni, soprattutto economici, che si anima la serata. Sanders torna ad accusare una campagna elettorale corrotta e cerca di rilanciare l’immagine di una Hillary troppo vicina ai poteri forti, a quella Wall Street che “sta distrugendo l’economia e la vita di milioni di americani”. Lei controbatte sostenendo la necessità di colpire gli eccessi e gli abusi nel mondo della finanza e delle grandi banche, ma anche quella di collaborare con un settore privato che crea ricchezza e milioni di posti di lavoro. Poi la promessa più forte di Hillary: più tasse sui ricchi e sulle grandi aziende. Zero aumenti sulla classe media.

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