Clima, Obama: “Siamo l’ultima generazione a poter fare qualcosa”

Clima
epa05049764 US President Barack Obama  delivers a speech during the 'Mission Innovation: Accelerating the Clean Energy Revolution' meeting at the COP21 World Climate Change Conference 2015 in Le Bourget, north of Paris, France, 30 November 2015. The 21st Conference of the Parties (COP21) due to be held in Paris from 30 November to 11 December will proceed as planned, despite the terrorist attacks of 13 November. The aim is to reach an international agreement to limit greenhouse gas emissions and curtail climate change.  EPA/IAN LANGSDON/POOL MAXPPP OUT

I Grandi del mondo a Parigi. Renzi: “Un compromesso alto”

Contrasto al terrorismo e lotta al surriscaldamento globale, entrambe gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale: su queste due sfide mondiali è stato posto l’accento nel corso del primo giorno della Conferenza internazionale sui Cambiamenti Climatici, Cop-21, in corso a Parigi.

Dalla prima giornata del vertice delle Nazioni unite si parla di clima, ma inevitabilmente si guarda soprattutto alle crisi diplomatiche che si intrecciano  durante questo periodo storico, a due settimane dagli attentati terroristici di Parigi e con gli occhi puntati sulla Siria.

I lavori sono comunque dominati da una consapevolezza: la nostra, come ha detto il presidente Usa Obama, è probabilmente ‘l’ultima generazione’ che può ancora invertire la tendenza e salvare il pianeta. ‘La crescente minaccia del cambiamento climatico può definire i contorni di questo secolo molto più di qualsiasi altro problema.
Questo può essere il punto di svolta, sottolinea Obama. “Nessun Paese è immune –avverte il presidente degli Stati Uniti – io ho visto con i miei occhi gli effetti del cambiamento climatico in Alaska. Noi siamo la prima generazione a subire l’impatto del cambiamento climatico e l’ultima a poter fare qualcosa’

L’inquilino della Casa Bianca ha anche parlato delle cause e dei rimedi: “Conosciamo la verità: molte nazioni hanno contribuito poco al cambiamento climatico ma saranno le prime a subirne gli effetti distruttivi. Per alcune, è una minaccia alla loro esistenza’ ha aggiunto. ‘Più di 180 Paesi, che rappresentano quasi il 95% delle emissioni globali, hanno fissato i loro obiettivi sul clima. Noi abbiamo investito nelle energie pulite, abbiamo limitato l’inquinamento delle nostre centrali elettriche; i progressi fatti ci hanno permesso di ridurre l’inquinamento da carbonio al livello più basso degli ultimi 20 anni, ma non è solo una tendenza americana’.

Ad aprire i lavori della conferenza è stato il presidente francese: “Un obiettivo altissimo quello che si deve raggiungere a Cop21″ ha detto François Hollande di fronte a 150 leader di tutto il mondo, dopo un minuto di silenzio per le vittime degli attentati della capitale francese. “L’obiettivo della conferenza è la pace, perché rischiamo una guerra per l’accesso all’acqua”.

Le sfide sono enormi: la lotta al terrorismo e il cambiamento climatico, ha ricordato Hollande nella città ancora blindata per la paura di possibili attacchi terroristici e di altre tensioni dopo gli scontri di ieri tra polizia e manifestanti anche per la conferenza sul clima. “Ai nostri figli dobbiamo lasciare di più che un mondo libero dal terrore, un pianeta preservato dalle catastrofi, un pianeta sostenibile. Il mondo non ha mai affrontato una sfida così grande come quella sul futuro del pianeta, della vita”.

I Grandi del mondo dunque sono tutti a Parigi. E a margine della Conferenza, Putin ha parlato con il presidente Usa, Barack Obama. I due hanno affrontato il nodo della Siria e Obama ha detto al presidente russo che Bashar al Assad deve lasciare il potere «nel quadro di una transizione politica».

E parla di sfide anche il premier Matteo Renzi che sulla sua pagina Facebook scrive: “C’è una sfida che riguarda tutti noi, i nostri figli e i nostri nipoti: il futuro del pianeta. Senza allarmismi inutili, ma dobbiamo prendere atto che siamo ad un bivio. L’Italia vuole stare tra i protagonisti della lotta all’egoismo, dalla parte di chi sceglie valori non negoziabili come la difesa della nostra madre terra”. 

“Noi facciamo la nostra parte – ha scritto ancora il presidente del Consiglio – ma allo stesso tempo siamo consapevoli che abbiamo bisogno di un accordo internazionale, altrimenti tutto sarà inutile. Siamo a Parigi per trovare un compromesso alto. Il mondo di oggi e di domani guarda a Parigi. L’Italia non si tira indietro”.

renzi_fb

Intervenendo durante la conferenza, Renzi ha poi dichiarato: sul clima “non sarà facile arrivare a un accordo, è una partita difficile, ma è una condizione fondamentale“. Le emissioni dell’Europa valgono “solo per il 10%” quindi “l’investimento va fatto da tutto il mondo – ha aggiunto il premier – L’accordo va trovato, a Copenhagen nel 2009 è stato un mezzo fallimento. Vedremo se riusciremo a portare a casa il risultato, io sono ottimista, ma c’è un lavoro da fare”.

Per Hollande, tre sono i punti fondamentali perché COP21 sia un successo. Prima di tutto bisogna trovare il modo per contenere il surriscaldamento globale entro i 2 gradi, anche se per molti Paesi anche così il riscaldamento sarebbe troppo elevato. Infatti, i 43 Stati membri dell’Onu più vulnerabili avevano già chiesto di recente a concordare una soglia di 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali.

Hollande, rivolgendosi ai leader del pianeta, ha chiesto inoltre un accordo “vincolante” (concetto ribadito anche dal ministro degli Esteri Laurent Fabius), anche se la direzione dei principali Paesi vada verso un impegno su base volontaria.

Un accordo “essenziale”, ha aggiunto il presidente francese: “miliardi di persone hanno gli occhi puntati su di noi”. E la chiave (terzo punto fondamentale) è la cooperazione: “Dobbiamo costruire un modello basato sulla cooperazione, in cui sia più conveniente preservare che distruggere”.

Sulla necessità di un accordo vincolante è tornata anche la cancelliera tedesca Angela Merkel: “un accordo che salverà le generazione future”. Gli obiettivi che ci poniamo, ha detto Merkel, devono essere “ambiziosi, esaustivi, giusti e vincolanti” e dobbiamo “sorvegliare che questi obiettivi diventino realtà”. Concetto ribadito anche dal presidente del Parlamento europeo Martin Schulz che su Twitter scrive: “L’Unione europea deve essere unita nell’appoggiare pienamente un accordo, ma non un’intesa qualunque: deve essere ambizioso, vincolante e globale” .

Cooperazione, ma anche compromesso: per il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, infatti, sono necessari “il consenso e la flessibilità” per trovare un accordo tra i leader e arginare l’aumento delle temperature del pianeta causato dalle emissioni inquinanti.

“Non possiamo arrivare in ritardo, soprattutto per i cambiamenti climatici. Bisogna agire ora, mettendo da parte gli interessi di breve termine”, ha detto invece il presidente Usa Barack Obama. Gli Stati Uniti quindi puntano sull’azione immediata, perché “nessun paese è immune dai cambiamenti climatici, né i piccoli né i grandi, né i ricchi né i poveri – ha detto – Siamo la prima generazione che sente gli effetti, e siamo l’ultima che può fare qualcosa”. E citando Martin Luther King ha aggiunto:”Sulle ossa sbiancate e i resti abbandonati di numerose civiltà vi è una triste scritta: troppo tardi”.

Ma le questioni di politica estera e le tensioni arrivano anche a COP21, in particolare quelle tra Turchia e Russia: il portavoce del Cremlino, infatti, ha già annunciato che Putin non ha intenzione di incontrare Erdogan, durante la conferenza, mentre è probabile un incontro tra il presidente russo e Obama.

 

Vedi anche

Altri articoli