Civitavecchia, il M5S non rinnova i fondi per il nuoto ai disabili

M5S
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Civitavecchia è una delle città più tassate d’Italia ma i servizi, come il corso gratuito di nuoto per i disabili, vengono tagliati

Non è la prima volta che l’amministrazione pentastellata di Civitavecchia fa dei brutti scivoloni sul tema disabilità. Già in passato avevamo raccontato del trasporto pubblico insufficiente: i mezzi che sono senza rampe e non sono a norma. Senza contare la vicenda di una ragazzo sulla sedia a rotelle che per ottenere il trasporto scolastico aveva dovuto addirittura ricorrere a Striscia la Notizia.

Ad aumentare lo sdegno in un comune dove le tasse sono tra le più alte d’Italia, la decisione dell’amministrazione grillina di non rinnovare l’impegno economico da 30 mila euro per permettere a trenta ragazzi disabili, soprattutto affetti da autismo, di partecipare a corsi di nuoto gratuito, tenuti da insegnanti qualificati, che si svolgevano allo “Sports Garden” e alla piscina comunale.

CatturaUna decisione che ha scatenato la rabbia di tanti cittadini che hanno scelto di reagire e costituire un gruppo pubblico su Facebook per raccogliere fondi e permettere a questi 30 ragazzi di proseguire la loro attività natatoria. Una lodevole iniziativa, quella della costituzione del gruppo, a cui hanno aderito già in tantissimi.

“Ci siamo costituiti spontaneamente per raggiungere l’obiettivo dei primi 30 mila euro…1 euro una bracciata”. Spiegano gli amministratori del gruppo che invitano tutti a partecipare per trovare “soluzioni positive e costruttive con empatia e amicizia”.

A rilanciare le critiche sulla mancanza di attenzione alle fasce più deboli c’è Claudia Feuli segretaria dei Giovani Democratici di Civitavecchia: “Purtroppo non è la prima volta che, con l’amministrazione pentastellata, a pagare sono le fasce più deboli. Il trasporto pubblico per i disabili non esiste più, la mensa non è più gratuita per chi ha l’isee a zero, per non parlare del fatto che ormai sono stati praticamente azzerati i sussidi, sospesa la graduatoria per l’assegnazione delle case popolari e diminuiti se non eliminati anche gli aiuti alle associazioni per i disabili e per le donne vittime di violenza. Se prima la giustificazione era ‘non vogliamo soldi da Enel perché sporchi di sangue’, ora che sono stati presi ci chiediamo quale sia la nuova scusa. Sono, però, orgogliosa della mia città che si è subito mobilitata per aiutare quei ragazzi che subiscono le decisioni scellerate dell’amministrazione.

L’assessore ai servizi sociali, Daniela Lucernoni invece giustifica i tagli spiegando che: “Il progetto non era in regola, non è mai stata presentata alcuna rendicontazione e quando abbiamo chiesto come venissero impiegati i fondi e quanti fossero i partecipanti, le informazioni ricevute sono state vaghe. Per questo abbiamo deciso di non rinnovare l’impegno. Per il momento, inoltre non abbiamo economie da destinare al servizio”.

 

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